Il Tirreno

Pistoia

Quarrata vanifica la ripresa toscana Crollo dell’export

Forte diminuzione delle esportazioni dell’imbottito E la Francia (-25%) non è più un punto di riferimento

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di Beatrice Faragli

QUARRATA

Crollano le esportazioni dell’imbottito quarratino. “La città del mobile” – così resta per molti e così recitano ancora le vecchie insegne stradali di benvenuto – trascina giù la ripresa toscana dell’export incassando un -13,7% nei primi 9 mesi del 2011, con picchi del -16,7% tra luglio e settembre.

Quarrata risulta il peggiore dei 18 distretti regionali monitorati dal servizio studi di Intesa Sanpaolo. Mentre la pelletteria e calzature di Firenze mantiene ritmi ottimi di crescita e anche gli altri settori, con valori medi e rallentati ma pur sempre positivi, sembrano rispondere alla crisi, l’imbottito nostrano perde una gran fetta del mercato francese e si prepara a un 2012 ancora più critico. Nel terzo trimestre del 2011, le vendite ad oltralpe sono calate di un ulteriore 25%. Il dato chiude una stagione già nera in fatto d’esportazioni e tradisce il +3,4% di export registrato nel 2010: anno in cui la Francia è rimasta, nonostante le difficoltà, sbocco per oltre la metà delle vendite quarratine all’estero.

Nel distretto locale inoltre sono sempre più in aumento le ore di cassa integrazione sia straordinaria che in deroga. E se in Italia il mobile è in difficoltà, a Quarrata lo è ancora di più. Per trovare lo stesso scalino negativo però non c’è bisogno d’andar fuori regione. Nel 2011 infatti il distretto quarratino ha toccato, come già detto, un -16,7% nelle esportazioni mentre quello di Poggibonsi-Sinalunga è riuscito a mantenersi in territorio positivo e se l’è cavata con un 6,4% rispetto al periodo luglio-settembre 2010.

Una tenuta che, seppur debole e a corto respiro, a Quarrata è mancata. «Per il mobile – si legge nel Monitor – le prospettive sul 2012 appaiono più critiche date le attese di forte prudenza negli acquisti da parte delle famiglie italiane e di molti altri paesi dell’Europa, principali mercati delle produzioni mobiliere».

Debolezza della domanda interna e deterioramento di quella europea impongono, per restare a galla, la caccia ad altri sbocchi commerciali. Qualcuno l’ha fatto , qualcuno cerca di farlo adesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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