Sicurezza
Crescono le vertenze per il recupero di stipendi e Tfr
In diminuzione quelle per il mancato rispetto della 626 Per la prima volta donne più numerose degli uomini
di Tiziana Gori
PISTOIA
Un minor numero di denunce per mancato rispetto delle normative di sicurezza, sempre più vertenze per il recupero dei crediti esigibili dal datore di lavoro.
E, soprattutto, una diminuzione delle vertenze per sfruttamento di lavoro nero, per mobbing e discriminazioni di genere. L’analisi che dall’ufficio vertenze Cgil si fa dello stato dell’impegno profuso a difesa dei lavoratori nel 2011 è rapida e concreta: «Pur di mantenere l’impiego - afferma Luana del Bino, funzionaria Cgil - si accettano condizioni non a norma di legge. Si tace sui pagamenti in ritardo e inferiori al dovuto, e sull’inquadramento professionale inferiore a quello spettante».
Recupero crediti. Nel 2011 sono state aperte 2917 pratiche (erano state 2591 nel 2010, + 12,7%). Di queste 1881 riguardano il recupero crediti, la contestazione di licenziamenti e di contratti atipici.
«Si attiva il recupero crediti per il Tfr e per lo stipendio, di solito dopo il mancato pagamento di 3-4 mensilità. Un’altra buona parte di pratiche riguardano le contestazioni per contratti a tempo determinato o atipici».
Sicurezza. A fronte di un impegno sempre più forte su questo versante corrisponde la discesa di tematiche altrettanto care agli uffici di via Puccini: il lavoro nero, le differenze salariali e la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza: sono state 54 le pratiche aperte nel 2011 per lavoro nero, contro le 84 del 2010; 536 le pratiche per differenze salariali e mancata applicazione della 626, il 18% in meno rispetto al 2009.
«Il 2009 - spiega del Bino - ha rappresentato l’anno della svolta».
Meno pratiche per regolarizzare una situazione lavorativa sommersa? Dipenderà anche dalla crisi. «Vero, ma la contemporanea diminuzione delle altre casistiche di intervento dei nostri uffici fa pensare a un cambiamento strutturale dettato dalla crisi. Per cui se siamo presi al nero si rimane in quella condizione pur di non perdere il poco lavoro, o se si è inquadrati terzo livello e ci pagano da quinto, si tace la cosa».
Mobbing. Due dati che non sono in diminuzione sono quelli del mobbing e della discriminazione di genere: «La situazione patologica - osserva del Bino - prima o poi viene denunciata».
Venti le pratiche di mobbing e danno biologico avviate nel 2011 (stesso numero del 2010), 15 quelle per discriminazione di genere (erano state 10 l’anno precedente). «Potrebbero essere molti di più - commenta la funzionaria Cgil - In tanti si vengono a informare senza poi aprire la vertenza.
Donne al top. Da una sostanziale parità, gli ultimi due anni hanno visto il sorpasso delle pratiche riguardanti le lavoratrici. Adesso sono il 62,87% del totale. »Si è abbassata - informa del Bino - la fascia d’età: da 40-50 anni, a 30-50. Non solo operaie, anche impiegate e in alcuni casi dirigenti».
Fallimenti. Settantuno i fallimenti di aziende seguiti dalla Cgil. Tra i più importanti, la Cdm (fallimento decretato dal tribunale di Lucca), la Superlana (tribunale di Prato), la Toscoligure (tribunale di Santa Maria Capo a Vetere). «Oltre ad imprese manifatturiere, per la prima volta - spiega del Bino - anche molte piccole imprese del terziario».
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