Il Tirreno

Pistoia

Vettori scrive al presidente Napolitano

Bartolomei (Fli): «Il gruppo deve produrre utili, non generare 200 milioni di perdite l’anno»

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  PISTOIA

Interrotto l’ordine del giorno del consiglio comunale per dare spazio alla discussione su AnsaldoBreda. Ad introdurre le modifiche al programma è stato il presidente Marco Vettori che ha partecipato alla manifestazione dei lavoratori e ha annunciato di aver scritto una lettera sulla situazione pistoiese di AnsaldoBreda al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e ai presidenti della Camera e del Senato. «Il piano di risanamento presentato – ha detto - ha previsto solo tagli e sacrifici per i lavoratori. Mi prendo la responsabilità di inoltrare ai consiglieri la richiesta di svolgere un consiglio comunale straordinario in fabbrica e di chiedere all’azienda il rinnovo del contratto per gli interinali».

Vettori ha lasciato poi la parola al rappresentante dell’Rsu Albano Tonioni, difronte ad alcune centinaia di lavoratori in presidio permanente. «Ora siamo 2100 unità su quattro stabilimenti – ha detto Tonioni -. Ridurci a poco più di mille significa non costruire più materiale rotabile». Numerosissimi gli interventi dei consiglieri. Lido Berti dei Comunisti italiani ha esortato a coinvolgere nella lotta la Regione e i parlamentari eletti sul territorio. Anche per Andrea Betti dell’Idv è necessario allargare il tiro coinvolgendo il consiglio provinciale, le associazioni e gli ordini professionali in un’assemblea che duri dalla mattina alla sera. Fabrizio Geri di Sel ha sottolineato la responsabilità politica di chi ha privilegiato per anni il trasporto su gomma. Andrea Fusari (Arcobaleno) ha puntato il dito contro scelte passate: «La Regione avrebbe dovuto opporsi, anni fa, - ha detto – contro lo scippo della parte direzionale di AnsaldoBreda fatto da Napoli a Pistoia. L’importante è che a Pistoia si garantisca l’occupazione e non so se la scelta migliore sia rimanere in Finmeccanica».

Angelo Borchi (Federazione della Sinistra) ha sottolineato la ricchezza di competenze nel settore presenti sul territorio. Applaudito l’intervento di Giampaolo Pagliai (Udc) che esortato le altre forze politiche a farsi portavoce con i segretari nazionali di Pdl, Udc e Pd per avere una dichiarazione su Breda dal Governo. «Ho appreso adesso dei 600 esuberi alla Breda – ha detto Umberto Civinini, Laici e Riformisti – e sono profondamente preoccupato».

Per Alessio Bartolomei, Fli, la strada da battere non è politica, ma industriale: «Il gruppo deve fare utili – ha detto – e non generare 200 milioni di perdite all’anno. Per pagare gli stipendi ci vogliono il 65% circa di tutte le perdite accumulate». Alessandro Capecchi (Pdl) il governo deve chiarire se per lui è strategico o meno il settore.

Per il Pd ha parlato Enrico Baldi, dipendente Breda, che ha speso parole anche per l’indotto e gli interinali, ribadendo i sacrifici fatti dai lavoratori e le carenze manageriali dell’azienda. (m.q.)

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