Sicurezza
«Imu dimezzata a chi conduce il fondo»
Coldiretti: «Agricoltori penalizzati dal Governo, i sindaci possono rimediare ai danni di Monti»
PISTOIA
I 22 comuni della provincia di Pistoia dimezzino l’aliquota dell’Impostamunicipale unica (Imu) agli imprenditori agricoli che conducono direttamente il fondo. È la richiesta di Coldiretti, che insieme ad altre associazioni agricole toscane, ha richiesto un incontro urgente a tutte le amministrazioni.
«I Comuni - ricorda Riccardo Andreini, presidente provinciale Coldiretti - hanno la facoltà di ridurre l'aliquota dell'Imu alle imprese che portano sulle nostre tavole cibi genuini e che, con le produzioni vivaistiche, riducono i livelli di Co2 nell'aria. In generale, l'agricoltura contribuisce a mantenere in salute il territorio.
Il nuovo regime fiscale comunale varato dal governo Monti, con l'introduzione dell'Imu, peserà e non poco anche sull'agricoltura. Basti pensare che per una piccola stalla di 20 metri per 24 (480 metri quadri), con rendita di euro 3.800, si pagheranno ex novo 479 euro l'anno. L'Imu graverà sui terreni agricoli e su tutti i fabbricati rurali, ad uso strumentale (stalle, depositi, ecc.) e abitativo. Un onere insostenibile per gli imprenditori agricoli che conducono direttamente il fondo, attività che rappresenta, se non l'unica, la principale fonte di reddito proprio e della famiglia e dei collaboratori».
I Comuni, però, possono fare la loro parte. «Hanno la facoltà di dimezzare l'aliquota Imu e noi pensiamo che, nonostante le difficoltà generali, abbiano dei buoni motivi per farlo. Chi conduce il fondo è interessato non solo a produrre reddito, ma pure a preservare dal dissesto idrogeologico terreni e immobili, con benefici per tutti».
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