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Pistoia

Fuori pericolo il padre caduto nel canalone per soccorrere il figlio

Fuori pericolo il padre caduto nel canalone per soccorrere il figlio

Il racconto dei poliziotti sugli sci: «Abbiamo rischiato la vita per salvarli, ma saremmo pronti a farlo ancora»

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di Massimo Donati

Un doppio miracolo. Il secondo l’hanno fatto i chirurghi dell’ospedale di Careggi, in nottata. Ma al primo ci avevano pensato sabato mattina i soccorritori, che, mettendo a repentaglio la propria vita, erano riusciti a mettere in salvo padre e figlio, volati in un canalone dalla pista Zeno Tre di Abetone. «Abbiamo veramente rischiato di ammazzarci, ma ne valeva la pena e saremmo pronti a rifarlo» ammette uno degli angeli della neve, uno dei poliziotti sugli sci che presidiano il comprensorio.

Insomma, sembra essere fuori pericolo Roberto Giovannini, il 50enne di Prato che si è fratturato la testa rovinando per trecento metri nel canalone nel tentativo di soccorrere il figlio di 8 anni, finito fuori pista prima di lui. Uno sfondamento della parte frontale del cranio che i medici sono riusciti a ridurre al meglio con un delicato intervento. Tant’è che ieri mattina hanno sciolto la prognosi: 90 giorni. Non preoccupa la frattura al setto nasale, nè quella, probabile, a una vertebra.

Operato anche il bambino, che aveva subito la frattura di un femore. Il casco che indossava lo ha salvato da conseguenze più gravi.

A soccorre padre e figlio, dopo che l’uomo, nonostante le ferite, era riuscito a chiedere aiuto col cellulare, sono stati, oltre ai poliziotti della neve, anche i volontari del Soccorso alpino e quelli dell’Associazione volontaria soccorso sci, aiutati da un medico di Careggi e quattro infermieri, che stavano sciando nella zona, e da un adedtto della Saf.

Il giovanissimo sciatore è caduto all’inizio del primo muro della Zeno Tre, il cosiddetto Paginone, volando fuori pista in un punto rettilineo considerato non a rischio. Per scongiurare ulteriori incidenti, ieri però gli impiantisti hanno provveduto a posizionare una doppia fila di reti di protezione anche lì: adesso il muro ne è delimitato dall’inizio alla fine.

Chiuso inoltre lo stradello che collega la Zeno Tre alla Zeno Due, considerato troppo pericoloso: nei giorni scorsi due snowbordisti sono finiti nel burrone.

Intanti, ieri mattina, i sei poliziotti che hanno partecipato al soccorso (mentre i tre colleghi arrivati dalla Val di Luce garantivano la presenza sulle piste) hanno simbolicamente preso parte alla gara di solidarietà in favore dell’ospedale Meyer: hanno pagato la quota di iscrizione ma sono scesi tra i pali solo al termine della competizione, in flia indiana, con i numeri di pettorale fissati sul toboga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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