Il Tirreno

Pistoia

San Lorenzo chiuso e Sgarbi s’infuriò «Caso incredibile»

Tredici anni dopo, la situazione è sempre la stessa del 1999 Bartolomei (Fli) lo propone come sede per gli antiquari

2 MINUTI DI LETTURA





di Fabio Calamati

PISTOIA

«L’ex convento di San Lorenzo?Un incredibile esempio dell’ignoranza che ha martoriato e che ancora oggi può gravemente danneggiare il nostro paese». Parole di Vittorio Sgarbi, quando nel maggio 1999 visitò il complesso monumentale, chiuso da decenni nonostante contenga grandi tesori d’arte e di architettura.

Forse il critico d’arte esagerava, come spesso gli capita, ma va detto che tredici anni dopo la situazione è esattamente la stessa. E l’ex convento degli Agostiniani, realizzato a partire dal 1278, continua ad essere uno dei gioielli nascosti della città.

A portare Sgarbi a Pistoia, quella volta, furono i consiglieri dell’allora Ccd Alessio Bartolomei e Maurizio Gestri, nell’ambito di una iniziativa elettorale per la Provincia. San Lorenzo era da poco tornato alla ribalta delle cronache per le scoperte compiute dalla Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici durante i lavori di ristrutturazione, decisi per conservare meglio il complesso anche in vista della destinazione di una parte a sede (poi abortita) dell’Archivio di stato. Nella chiesa furono ritrovate porzioni di antichi, splendidi affreschi, che ancora oggi solo pochi pistoiesi hanno potuto ammirare. Non solo: se il complesso monumentale è inutilizzato, una parte è a rischio. Non la chiesa, oggetto degli interventi decisi dalla Sovrintendenza, ma la cappella di Sant’Ansano presenta infiltrazioni d’acqua pericolose, tant’è che il Comune è di recente corso ai ripari.

Ma il vero problema è che per San Lorenzo non si vedono, oggi, prospettive concrete di recupero, soprattutto dopo che l’amministrazione comunale è stata costretta a chiudere senza risultati la procedura di project financing aperta dal 2003 per trovare un privato che recuperasse l’edificio realizzando anche un parcheggio sotterraneo.

«Un’idea noi ce l’avremmo – commenta Alessio Bartolomei, che adesso milita nel Fli – ed è quella di realizzare nella chiesa la nuova sede del Mercato antiquario, quello che ora è costretto sotto le tende in via dell’Annona. Basterebbe rifare i pavimenti e gli impianti, con una spesa di circa 200.000 euro si può fare».

Nei piani del Comune il Mercato dovrebbe essere ospitato nella Cattedrale all’exBreda. San Lorenzo sarebbe indubbiamente una sede ricca di fascino. Ma che ne pensa la Sovrintendenza?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa