Sicurezza
Imprese artigiane, crollano a picco gli investimenti
Nel primo semestre 2011 il 99% in meno rispetto al 2010 Costruzioni e manifatturiero: fatturati in sofferenza
di Eleonora Ferri
PISTOIA
Crollano a picco gli investimenti delle imprese artigiane pistoiesi, delineando un quadro economico preoccupante che investe anche i fatturati, i consumi e le retribuzioni.
I dati, riguardanti il primo semestre del 2011, sono stati presentati nel rapporto sull'economia artigiana della provincia di Pistoia redatto dalla Cna e supervisionato dall'Istat. «Pistoia, nel panorama regionale toscano registra i dati più preoccupanti e in ribasso», spiega Andrea Manuelli, supervisore della ricerca. Sotto la media regionale sono infatti le cifre riguardanti il fatturato, che cala in generale del 39,3%, (perdendo ben 104milioni di euro rispetto al primo semestre 2010) al di sopra della media regionale che cala solo del 4,6%, ma non solo. Anche i consumi passano da 17,7milioni di euro del 2010 ai 12,6 del primo semestre 2011. A pagare il prezzo più alto della crisi fra i macrosettori artigiani presi in esame, sono le costruzioni, che vedono un fatturato (per un totale di 54,2milioni di euro) praticamente dimezzato, che tocca un calo di oltre 50milioni di euro rispetto al 2010.
Al ribasso anche il manifatturiero, che registra un fatturato di 66,5milioni di euro, circa 42 in meno confronto al 2010, e con una flessione del -38,5% molto al di sopra della media regionale, che segna un -3,4%. All'interno del comparto calano maggiormente i fatturati della pelle (-39,8%) e del tessile (-39.3%). Meglio, ma comunque in calo, gli alimentari (-45,6%), la metalmeccanica (-39,4%) ed il legno (-26%), mentre si mantiene pressochè stabile l'oreficeria (-0,5%). Anche il settore terziario perde circa 11milioni nel primo semestre 2011, mostrando difficoltà più marcate rispetto alla media regionale. Tuttavia, proprio nel terziario si registra l'unico fatturato positivo dell'artigianato pistoiese, quello cioè dei servizi alle imprese che segna un +89,2%. Altro dato positivo è quello che riguarda le retribuzioni, che si mantengono stabili.
La cifra più preoccupante, rimane però quella che riguarda la spesa per gli investimenti da parte delle aziende artigiane pistoiesi, che di fatto si azzera, toccando un 99,1% in meno degli investimenti effettuati, contro un ribasso regionale del 60,2%. «Gli investimenti sono uno strumento indispensabile per la ripresa economica -, afferma Manuelli - ma questa situzione economica, evidentemente non incentiva progetti d'investimento».
Un trend estremamente negativo, anche se da analizzare cautamente: «Ci sono certo elementi per parlare di recessione dell'artigianato pistoiese - spiega Manuelli - ma non sarei sicuro che il 2011 verrà chiuso con questi dati negativi. Su questi numeri credo abbia giocato anche il fatto che nei semestri precedenti, la provincia di Pistoia aveva tenuto meglio delle altre province toscane, registrando buoni risultati».
A gravare sulle imprese, secondo il presidente di Cna Pistoia Aldo Piantini, sono i ritardi della pubblica amministrazione sui pagamenti e la chiusura delle banche nei confronti delle aziende. Il mancato pagamento delle fatture - sostiene Piantini - ha sicuramente un effetto economicamente depressivo. Manca un'attenzione specifica a quelle che sono le leve per le aziende, e che partono in primis dal rispetto dei pagamenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google