Sicurezza
«Tumori sopra la media regionale»
Bagnoni: «Un maggior numero di neoplasie, e tra queste linfomi, ad Agliana e Montale, dal 1987 al 2008»
di Beatrice Faragli
MONTALE
Due decenni segnati da una mortalità neoplastica superiore alla media regionale per Agliana e Montale. Nel periodo 1987-2008 il rapporto tra le morti causate da tumore e il totale dei decessi nei due Comuni della Piana e in quello di Montemurlo, così come emerso dall’indagine sanitaria condotta dal Dipartimento di prevenzione Asl, risulta più alto di quanto invece riscontrato nel distretto pistoiese e in ambito toscano.
E’ questa l’evidenza su cui si fonda la moratoria dell’Ordine provinciale dei medici, firmata il 12 gennaio scorso, contro l’ampliamento dell’inceneritore di via Tobagi. «Occorre ripensare al potenziamento dell’impianto» dice il presidente Egisto Bagnoni sul passaggio dalle 150 alle 225 tonnellate/giorno di spazzatura bruciata previsto nel nuovo piano interprovinciale dei rifiuti. Gli aspetti sanitari emersi dai 2 anni di indagini condotti dall’azienda Usl3 Pistoia, secondo l’ordine, bastano e avanzano per fermare qualsiasi intervento. «La mortalità generale sta diminuendo però – spiega Bagnoni - le zone intorno all’inceneritore presentano dati superiori a quelli regionali e nazionali sulle morti per neoplasie. Gli sforamenti di diossina del 2007 e gli insediamenti industriali che hanno segnato, specie in passato, quelle aree, sono sufficienti per parlare di un’estrema fragilità del territorio. E’ dimostrato che soprattutto le diossine, sicuramente dovute alle ricadute dell’inceneritore, e poi anche i Pcb prodotti dalle attività industriali, sono responsabili di quelle modifiche che determinano i tumori e in particolar modo,quando si parla di inquinamento, i linfomi».
Mentre l’Ordine ribadisce le proprie ragioni, la giunta pistoiese storce il naso. «Prendiamo atto di una lettera più che legittima ma – dice l’assessore provinciale all’ambiente, Rino Fragai – se volessero anche argomentarla non sarebbe male. Mi sorprende che abbiano sentito il dovere di ufficializzare la propria posizione verso l’ampliamento riducendo però tutto a due righe e presentando una moratoria condizionata dagli sforamenti del 2007 su cui, finora, non era mai stato detto niente. Stessa cosa vale per i dati resi pubblici al convegno del 2 e 3 dicembre sugli impianti di incenerimento: anche lì non ci fu reazione da parte dell’Ordine. La questione meriterebbe almeno un confronto e un approfondimento diverso».
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