Il Tirreno

Pistoia

protesta

Tanta gente per l’acqua pubblica

Striscioni e spettacolini nel presidio davanti alla Prefettura

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PISTOIA

Buona partecipazione alla manifestazione di ieri pomeriggio per la difesa dell’acqua pubblica, organizzata dal Comitato provinciale acqua bene comune davanti alla prefettura, in piazza del Duomo. «Il Consiglio dei ministri sta varando in questi giorni il decreto sulle liberalizzazioni (privatizzazioni) dei servizi pubblici - si legge in un cominucato - Riteniamo gravissimo questo atto visto che 27 milioni di Italiani hanno espresso la loro contrarietà con il voto referendario. L'attacco che questo governo di banchieri, salito al potere senza l'elezione del popolo, è un'attacco alla democrazia senza precedenti».Il comitato, presente con striscioni con slogan sull’acqua pubblica, ha consegnato volantini, ma anche fatto “rumore” con trombette e fischietti - nonché torce e pile al posto delle vietate fiacocle - per sensibilizzare i passanti. I ragazzi dello spazio Slebest hanno improvvisato lo spettacolo di strada “Apnea”.

«Sono davvero indignato dal tentativo in atto di sabotare l'esito del referendum sull'acqua - ha detto nei giorni scorsi Niki Vendola, governatore della Puglia - I grandi potentati economici, una parte rilevante e trasversale del ceto politico, un pezzo non marginale del sistema mediatico, sono tutti all'opera per esorcizzare quella inedita e bellissima pagina di democrazia scritta dal popolo nel nome della salvaguardia della vita e del vivente, contro il primato distruttivo del profitto speculativo e della mercificazione, a tutela dell'acqua come "bene comune" e come diritto universale, rivendicando la proprietà e la gestione pubblica non solo dell'acqua ma anche delle reti acquedottistiche, delle infrastrutture idriche, di tutte le opere dell'ingegno e dell'ingegneria che consentono la captazione, l'adduzione, la sanificazione, la depurazione e la distribuzione dell'acqua».

«Il popolo ha parlato ma quelle parole – conclude Vendola – che hanno oggi la forza di un granitico vincolo giuridico, non sembrano valere. Si fa finta di niente. Si stigmatizza l'avventura referendaria come un fenomeno di irrazionalità plebea».

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