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Repower sbaglia cartina Coldiretti va all’attacco
PISTOIA Tra poco meno di un mese la Regione avrà tutti gli elementi per decidere se è compatibile con le regole vigenti l'impatto ambientale dell'ipotizzata centrale elettrica Repower, nell'area ex...
PISTOIA
Tra poco meno di un mese la Regione avrà tutti gli elementi per decidere se è compatibile con le regole vigenti l'impatto ambientale dell'ipotizzata centrale elettrica Repower, nell'area ex Radicifil.
Intanto chi ha già presentato obiezioni al progetto dela Repower ha tempo fino al 10 gennaio per replicare alle risposte fornite dall’azienda svizzera. Uno di questi soggetti è Coldiretti, decisamente contraria all’insediamento. Coldiretti non ha perso occasione per stigmatizzare un errore contenuto nella replica di Repower alle sue osservazioni sulla realizzazione della centrale.
«Nel piano originario, per aumentare l'appeal della centrale - scrive Coldiretti - Repower ipotizzava che l'acqua calda, prodotta dal funzionamento dell'impianto, poteva essere utilizzata per scaldare le serre presenti nei vivai circostanti. Coldiretti faceva notare che le piante ornamentali, la specialità produttiva per cui Pistoia è nota in tutto il mondo, non necessitino di serre riscaldate (non ci voleva certo un'associazione agricola per conoscere questa ovvietà). Ma
la replica di Repower è ancora più imbarazzante... Ipotizza "la possibilità di fornire vapore e acqua calda al nuovo ospedale di Pistoia". Correda l'ipotesi con una figura in cui si riportano "le ubicazioni della centrale e del nuovo ospedale, che distano circa 5 km in linea d'aria", evidenziando addirittura il tracciato dei tubi. Peccato che venga sbagliata la localizzazione del nuovo ospedale che viene 'spostato' verso il centro città, nei pressi della stazione ferroviaria dove si sta costruendo un grande albergo e appartamenti. La reale collocazione dell'ospedale è nei pressi dell'uscita Sud del raccordo di Pistoia».
Per Coldiretti «È la conferma che il progetto della società è, oltre che dannoso per il vivaismo e la popolazione, anche improvvisato e adattato alle diverse situazioni senza alcun approfondimento da parte di chi perora la costruzione di una centrale elettrica, localizzata alle porte di Pistoia e circondata dai vivai più noti d'Europa dove si producono piante ornamentali».
«Ci rivolgiamo, come sempre, alle istituzioni - conclude Riccardo Andreini, presidente Coldiretti - è possibile dare il via ad un progetto dannoso per il vivaismo e la popolazione, che viene via via adattato in modo a dir poco superficiale? Le istituzioni dicano un no definitivo ad un progetto che porterebbe conseguenze negative per il settore che garantisce occupazione e sviluppo a tutta la Toscana».
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