La protesta
«Sorprende il numero di seguaci nonostante le ripetute condanne»
La soddisfazione del procuratore capo all’indomani degli otto anni e mezzo inflitti a Mamma Ebe L’avvocato ricorrerà in appello: «La verità sarà riconosciuta anche dalla giustizia umana»
di Massimo Donati
PISTOIA
All’indomani della sentenza, è soddisfatto il procuratore capo di Pistoia, Renzo Dell’Anno. Ma di fronte all’ennesima condanna - questa volta otto anni e mezzo - si stupisce ancora una volta del credito che Mamma Ebe, al secolo Maria Gigliola Giorgini, continua a vantare tra le gente.
«Ero ancora uditore giudiziario quando si celebrava il processo di Vercelli. Un altro procedimento, ma sempre le solite accuse» spiega. E sottolinea: «Quello che sorprende è che in quest’ultimo periodo mi sono arrivate diverse lettere da parte di alcuni suoi sostenitori che continuano a prendere le sue difese. Molte persone che ritengono che Mamma Ebe abbia davvero svolto una funzione terapeutica. Persone appartenenti non solo a ceti sociali privi di spessore culturale. Un fatto che nel tempo ha continuato a sorprendermi. E lascia molto perplessi il fenomeno sociale in sé. Un fenomeno che qui in Toscana è molto diffuso. Ci sono santoni e santone, e c’è un diffuso sentimento di ricorrere a personaggi di questo tipo invece che alla medicina classica».
Martedì sera, il tribunale di Pistoia, accogliendo le richieste del pm Francesco Sottosanti, ha condannato Gigliola Giorgini a 8 anni e 6 mesi di reclusione per associazione per delinquere, truffa ed esercizio arbitrario della professione medica. Assieme a lei, sono stati condannati anche undici coimputati: il marito Gabriele Casotto, a 6 anni e 6 mesi; Marco Gabriellini, 4 anni e 6 mesi; Carmela Lo Conte, 3 anni e 6 mesi; Rita Andrenacci e Cecilia Bertacchi, 2 anni e 6 mesi; Alfredo Niccolai, Daniela D'Alessio, Maria Pia Graziadei, Giovanna Bartolini e Clara Maccari, 1 anno e 10 mesi, con la sospensione condizionale della pena; Laura Mariotti, 1 anno e 6 mesi.
«Sono convinto che lei, comunque, si autoassolva da queste accuse, perché è convinta davvero di avere poteri taumaturgici» continua il procuratore capo.
E sulle sue reali doti di mistica, di guaritrice dello spirito e del corpo per conto di Dio, ha basato la tesi difensiva l’avvocato di Mamma Ebe, Danilo Ammannato, deciso a ricorrere contro la sentenza del tribunale. «Certamente sarà proposto appello - spiega il legale - perché il tempo è galantuomo e la verità sarà riconosciuta anche dalla giustizia umana».
Nella replica che ha preceduto la camera di consiglio, Ammannato aveva sottolineato come Gigliola Giorgini, cattolica credente e osservante, non abbia fatto altro che seguire i dettami di Gesù Cristo e del vangelo: «Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete» aveva detto citando Matteo. «E il pm chiede di condannarla per truffa? Se uno crede che Gesù guarisca lo spirito e il corpo...».
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