Gioco
L’Ordine dei medici «Eccesso di tumori intorno all’impianto»
Le motivazioni dell’inattesa moratoria sull’ampliamento dell’inceneritore annunciata dal presidente Bagnoni
di Beatrice Faragli
PISTOIA
Eccessi di tumori mortali ed estrema fragilità del territorio: l’Ordine provinciale dei medici chiede di sospendere l’ampliamento dell’inceneritore di Montale. La moratoria, annunciata sabato scorso dal presidente Egisto Bagnoni, ieri è arrivata sui tavoli di Provincia, Asl, Arpat e Comitato anti-impianto. La doccia fredda e inaspettata – l’Ordine infatti non aveva finora preso posizione - giunge proprio dopo il convegno nazionale del 2 e 3 dicembre sui sistemi d’incenerimento.
Quello stesso megafono scientifico acceso un mese e mezzo fa nella sala maggiore del palazzo di Giano che, attraverso le analisi di Arpat e Asl condotte sul territorio in oltre 2 anni di indagini e campionamenti, aveva rassicurato sull’eventuale incidenza per ambiente e salute dell’inceneritore di via Tobagi chiamando in causa altre fonti d’inquinamento come traffico, aree industriali e ferrovia, adesso diventa il fondamento della moratoria formalizzata dall’Ordine.
«La richiesta – si legge infatti nella delibera firmata da Bagnoni – viene avanzata in seguito alla pubblicazione dei dati del monitoraggio forniti dal dipartimento di prevenzione Asl3 di Pistoia in occasione del convegno nazionale del 2 e 3 dicembre. Considerato che nel periodo maggio-luglio 2007 si sono verificati superamenti prolungati dei limiti di emissione di diossine e furani da parte dell’inceneritore e considerando il risultato dell’indagine epidemiologica nelle zone dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata che rileva eccessi di mortalità statisticamente significativi per patologie neoplastiche, questo Ordine richiama coloro che ne hanno responsabilità ad approfondire la sorveglianza sanitaria vista la estrema fragilità del territorio rispetto alla densità antropica dello stesso».
Poche righe per sancire ufficialmente la necessità d’ ulteriori studi prima di poter tornare a parlare d’ampliamento. Il passaggio, entro il 2015, dalle 150 alle 225 tonnellate giornaliere di spazzatura bruciata nei camini montalesi però aveva già ricevuto il sì della giunta di Pistoia, nonchè di quelle di Prato e Firenze nell’ambito del nuovo piano interprovinciale dei rifiuti presto al vaglio dei consigli, prima ancora che venissero presentati i risultati dell’indagine di Arpat e Asl al convegno nazionale d’inizio dicembre.
Adesso la previsione dovrà fare i conti con la moratoria dell’Ordine, elaborata proprio sui responsi presentati a palazzo di Giano.
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