Il Tirreno

Pistoia

Da profughi a operai dei cantieri comunali 14 ghanesi al lavoro

Saranno impiegati come volontari, non potendo ricevere uno stipendio. Ma è l’inizio di un cammino di integrazione

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PISTOIA

Lavoreranno gratuitamente per il Comune: un modo concreto per restituire alla comunità pistoiese ciò che stanno ricevendo in termini di ospitalità. Ed anche per avvivare un cammino di integrazione.

Da lunedì 23 gennaio 14 profughi, arrivati da Lampedusa lo scorso giugno, inizieranno a lavorare al Cantiere comunale. Saranno impegnati a tempo pieno come volontari per eseguire vari tipi di lavoro tra cui giardiniere, operatore ecologico, imbianchino e muratore. Il responsabile del Cantiere Renzo Caloffi sta preparando un programma di interventi che prevede, tra gli altri, la ripulitura di piazza San Francesco, del giardino di Monteoliveto e del parco della Rana. I giovani verranno inseriti in squadre di lavoro coordinate dai capi tecnici e dallo stesso Caloffi. I ragazzi hanno un'età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono originari del Ghana poi emigrati in Libia per svolgere lavori di manovalanza.

«Vogliamo dare la possibilità a questi giovani – dicono gli assessori al personale e al sociale Alberto Niccolai e Paolo Lattari - di sentirsi utili attraverso un lavoro che possa metterli in contatto con la città. Si tratta di una bella possibilità per farli conoscere e poter promuovere così l'integrazione. Gli immigrati hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa: per loro sarà una sorta di restituzione dell'accoglienza fino ad oggi ricevuta».

Da giugno i giovani africani sono ospitati nei locali dell'ex asilo di Spazzavento, di proprietà del Comune, gestito dalla cooperativa sociale Se.Af di Pistoia. Essendo profughi la loro condizione giuridica non gli permette di lavorare ed avere uno stipendio, proprio per questo la loro collaborazione può essere solo a titolo gratuito. Per inserirli comunque in un contesto lavorativo è stata coinvolta la Provincia con i Centri per l'impiego, che sono stati in grado di inserire i ragazzi nelle liste dei disoccupati in modo che potessero essere tutelati sotto il profilo assicurativo.

«Come Provincia - sottolinea il vicepresidente e assessore alle politiche del lavoro Roberto Fabio Cappellini - abbiamo accolto con grande interesse e disponibilità l'iniziativa promossa dal Comune, condividendone in pieno intenzioni e finalità. Di fronte al dramma dei rifugiati e alla situazione di emergenza che ha interessato anche il nostro paese, la Regione prima e il territorio pistoiese poi hanno saputo fare la loro parte e dare esempio di un forte senso di responsabilità e di una concreta cultura dell'accoglienza».

Il progetto è uno dei primi in Toscana di questo tipo. Comune e Provincia auspicano che possa essere ripreso anche da altre amministrazioni per agevolare l’integrazione degli immigrati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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