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Pistoia

Così il “Secco” scopre l’Africa da aiutare

PISTOIA. Dal viaggio nel cuore dell’Africa tra scoperta e riflessione fatto nel 2009 da Giacomo Simonini, è nata all’inizio del 2010 l’associazione One Love ed oggi un libro-diario “4786 km” i cui...

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PISTOIA.

Dal viaggio nel cuore dell’Africa tra scoperta e riflessione fatto nel 2009 da Giacomo Simonini, è nata all’inizio del 2010 l’associazione One Love ed oggi un libro-diario “4786 km” i cui proventi andranno interamente ai progetti umanitari portati avanti dalla Onlus. In “4786 km” Simonini, il “Secco” per tutti i frequentatori dei campi di basket nostrani di cui è stato protagonista per anni, racconta il viaggio fatto dal Benin per raggiungere il Senegal passando per Mali e Togo. Il risultato sono pagine di esperienze più o meno programmate per una full immersion senza limiti nella realtà in cui vivono le persone che Giacomo ha incontrato. Nelle realtà di inserimento lavorativo create dalle associazioni umanitarie che operano nelle capitali ma anche tra gli abitanti dei villaggi di campagna, negli hotel polverosi ed afosi di frontiera e sugli autobus scassati e stipati con cui ha viaggiato.

Quello di Giacomo è un diario schietto, trasformato poi in libro grazie alla collaborazione con Elisa Pacini, in cui i volti prendono vita e sono descritti senza il pietismo che accompagna spesso il racconto del Sud del Mondo ma così come sono. Con la sua barba incolta, Bob Marley sempre in cuffia e le immancabili sigarette, Giacomo si imbarca per il Benin per fare un’esperienza di volontariato condita dal gusto della scoperta, dal fascino di viaggiare che non può mancare ad un ragazzo di trent’anni. L’Africa gli regalerà momenti di gioia sfrenata, di assoluta impotenza che si trasformerà però in riflessione ed impegno una volta tornato a Pistoia, ma soprattutto di assoluta libertà. Con “4786 km” (la distanza percorsa nel viaggio) Giacomo vuole raccogliere fondi per il progetto legato alla costruzione di un centro di accoglienza per bambini di strada a 40 km da Dakar.

Il centro è la seconda importante tappa del lavoro della Onlus in Senegal dopo la costruzione della scuola intitolata a Giacomo Melani. A “Giacomone”, amico e compagno di canestri dell’autore, scomparso prematuramente proprio nella prima fase di redazione del libro, “4786 km” è dedicato. La realizzazione del libro è stata possibile grazie al contributo della Banca di credito cooperativo di Mariano, il testo si può trovare alla Libreria Fahrenheit 451 di via Antonelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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