Il Tirreno

Pistoia

Servono scelte mirate per l’artigianato

Quello appena iniziato sarà un anno difficile per le imprese pistoiesi. Dopo un 2011 che ha tradito le poche attese positive che nella prima parte dell’anno sembravano prospettarsi, tutti gli...

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Quello appena iniziato sarà un anno difficile per le imprese pistoiesi. Dopo un 2011 che ha tradito le poche attese positive che nella prima parte dell’anno sembravano prospettarsi, tutti gli indicatori prevedono una decrescita per la nostra economia nel 2012 (-0,5% secondo l’OCSE) ed una sostanziale stagnazione nel 2013. Siamo pienamente consapevoli della gravità della situazione finanziaria ed economica, del calo della domanda, della difficoltà di ottenere credito dalle banche, del clima di profonda sfiducia e di incertezza che dilaga nel Paese. La politica fino ad oggi ha latitato, fingendo di non vedere i problemi e portandoci sull’orlo del collasso. E lo stesso governo Monti, al momento, appare tristemente appiattito sulla linea del precedente governo, da noi più volte criticata. Attendiamo di valutare attentamente la seconda fase della manovra prima di dare giudizi definitivi, ma non possiamo nascondere le nostre perplessità. Molti dei provvedimenti fino ad oggi varati sembrano essere l’estemporaneo frutto dell’emergenza. Al contrario, riteniamo che servano misure strutturali e interventi volti allo sviluppo, fortemente incentrati sulle piccole imprese, affinché l’Italia possa tornare a giocare un ruolo di primo piano in Europa. Ma le imprese, così come i cittadini, non sono certo in grado di sopportare un ulteriore aggravio del prelievo fiscale. Anche la pubblica amministrazione in un momento di crisi come quello attuale è chiamata a dare risposte concrete alle imprese che non possono attendere tempi biblici per riscuotere i crediti commerciali da parte degli enti pubblici, andando incontro ad insostenibili crisi di liquidità e rischiando la chiusura. Occorre quindi applicare la normativa europea che prevede pagamenti entro 60 giorni da parte di enti pubblici e loro società derivate, eventualmente anche rivedendo i criteri del Patto di stabilità, che rappresenta un enorme freno allo sviluppo economico.

La Regione Toscana sta facendo cose importanti per il nostro mondo anche se talvolta certi interventi sembrano ancora risentire di una visione troppo sbilanciata a favore della grande impresa. È sbagliato continuare a credere che, finanziando la grande industria, la ricaduta sul tessuto della piccola impresa sia automatico. Occorre invece compiere scelte mirate a favore delle piccole imprese e dell’artigianato, che rappresenta oltre il 95% in Toscana, e in particolare del manifatturiero. In questo senso, un ruolo importante dovrà essere giocato dai Confidi, divenuti il mezzo principale per attingere ai finanziamenti da parte delle imprese di piccole dimensioni e dunque, vero perno dello sviluppo, viste anche le crescenti difficoltà che caratterizzano i rapporti con il sistema bancario. Basta speculazioni nell’alta finanza e sì agli investimenti nell’economia reale del territorio. Non di minore importanza il compito che sono chiamati a svolgere gli enti locali: efficienza, sburocratizzazione, semplificazione amministrativa devono caratterizzare l’azione dei comuni che, in un momento particolarmente delicato per l’economia, sono chiamati anche ad essere protagonisti nella lotta all’abusivismo ed alla concorrenza sleale.

È necessario che chi gestisce l’economia, come la Camera di Commercio, cominci a parlare di quelli che sono i veri problemi delle imprese nell’ottica di favorire lo sviluppo e l’accesso ai mercati internazionali. Occorre avere ben presente che le strategie devono coinvolgere tutti i settori, a partire dal manifatturiero. Se riscontreremo questa sensibilità, saremo disponibili a dare il nostro contributo in termini di idee e azioni concrete.

Per la Breda, infine, siamo ad un punto decisivo, la questione deve essere risolta perché è determinante per tutta l’economia pistoies. E sulla vicenda Cii, società pubblico-privata che ha gestito la riqualificazione dell’area ex Sedi a Campotizzoro bisogna assolutamente evitare il fallimento per salvaguardare le aziende che hanno investito e per dare continuità al progetto di sviluppo della montagna pistoiese.

A Pistoia ci sono 4 candidature importanti per le primarie del Pd. Come associazione non intendiamo prendere parte alle campagne elettorali ma a tutti i candidati diciamo che valuteremo con estrema attenzione i programmi, con riferimento all’economia e allo sviluppo.

(Aldo Piantini è presidente della Cna)

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