Il Tirreno

Pistoia

Non funziona l’ascensore alla stazione

Percorro quotidianamente la tratta ferroviaria Pistoia-Firenze. Stamani sono rimasto particolarmente colpito da un fatto piccolo, ma nemmeno tanto: è entrata in stazione una rumorosa comitiva di...

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Percorro quotidianamente la tratta ferroviaria Pistoia-Firenze. Stamani sono rimasto particolarmente colpito da un fatto piccolo, ma nemmeno tanto: è entrata in stazione una rumorosa comitiva di bambini, piccoli alunni di una scuola con le loro maestre era da presumere. Spiccava la presenza di una bambina disabile, su una colorata, piccola sedia su ruote. Il loro treno era al binario più lontano, il quattro o il cinque, ha poca importanza. L'essenziale era la difficoltà di arrivare a quel binario. Si deve sapere che da sei o sette mesi la stazione di Pistoia è stata dotata di ascensori per arrivare al sottopasso e ai vari binari. E’ l'applicazione di misure di legge sulle barriere architettoniche appunto a favore della disabilità. Peccato che non funzionino. Un cartello di incerta permanenza (un giorno c'è, un giorno no) avverte che queste piattaforme sono ferme. Ma in attesa di che? Di un collaudo, e allora dove sta l'ufficio responsabile? Di fine lavori? La sostanza è la sottolineatura, per la bambina di stamani, della sua condizione di "diversa", visto tutto il giro cui è stata costretta per raggiungere i suoi compagni. Era proprio inevitabile?

Dario Rossi

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