Il Tirreno

Pistoia

L’auto porta l’import alle stelle

Nel 2011 un incremento del 26% con un boom di veicoli francesi. Timidi segnali nell’export

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di Francesco Albonetti

PISTOIA

Le esportazioni a Pistoia nei primi nove mesi del 2011, segnano un modesto più 1,5%. Difficile parlare di ripresa, anche perché questo dato pone la provincia di Pistoia al terz’ultimo posto fra quelle toscane (solo Massa e Siena hanno fatto peggio). Questo è un primo dato che emerge dalle ultime elaborazioni della Camera di commercio su base Istat.

Ma c’è un dato ancora più curioso e sorprendente, quello sulle importazioni. Sempre al terzo trimestre dell’anno scorso, si ha un’impennata del + 26% rispetto allo stesso periodo del 2010. A cosa è dovuto questo dato insolito? All’aumento esponenziale delle auto importate dalla Francia.

Il boom dell’import. Il dato è eclatante e parla chiaro: + 26,6% nei primi nove mesi del 2011. In Toscana solo Arezzo ha fatto meglio diPistoia, col 35,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Incrociando questo dato percentuale con quello dei paesi da cui abbiamo importato, si scopre che le import dalla Francia è aumentato del 255,3%, in soldoni 119.312.641 euro. Molto distanziata, c’è la Svizzera, col + 102,1%, mentre gli altri Paesi presentano un quadro notevolmente inferiore.

Importiamo autoveicoli. Benché molti prodotti importati abbiamo subito incrementi, soprattutto nei settori tecnologico e informatico, spicca però la richiesta di automobili. Incrociano il dato precedente con questo, si arriva alla curiosa conclusione che nel 2011 le aziende pistoiesi hanno importato un numero elevatissimo di auto dalla Francia. Il dato è davvero importante: 28 milioni e 420mila euro di automobili di marche transalpine, + 3100,7% rispetto all’anno precedente.

Industriali spiazzati. Un dato che neppure le concessionarie e gli esperti dell’Associazione industriali sanno spiegarsi. «Non so che dirle, noi siamo una concessionaria e non esportiamo direttamente dalla Francia», dicono alla Nuova Comauto, concessionaria Renault. «Difficile spiegare un dato simile – dice, invece, Renzo Vettori dell’ufficio studi di di Assindustria – che peraltro trova riscontro anche nelle nostre rilevazioni. Tuttavia questi flussi dell’import spesso sono spostamenti contabili che avvengono, in particolare, all’interno dell’Unione Europea e dipendono dalla data fiscale della fatturazione».

Insomma, all’impennata di importazioni di automobili dalla Francia su scala provinciale, Assindustria non attribuisce grande importanza.

Timidi segnali di crescita. Secondo Vettori, ai fini della salute della nostra economia, sono invece più significativi alcuni segnali che arrivano dall’export. A fronte di un dato complessivo modesto, come si diceva, occorre però segnalare l’andamento decisamente buono di alcuni settori. «Assistiamo alla crescita di tutto il comparto moda – fa notare Vettori – Le calzature danno un contributo positivo del + 30% rispetto al 2010. Ma va bene (+40%) anche quel settore del cuoio, borse e pelletterie che per noi è una novità, non abbiamo una grande tradizione. Bene anche la maglieria e l’abbigliamento»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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