La manifestazione
Boom di accessi e ricoveri «Mancano i posti letto»
L’epidemia è più virulenta dello scorso anno e per la Cgil sono tanti i pazienti che finiscono con l’essere «parcheggiati» in altri reparti perché non c’è spazio
di Tiziana Gori
PISTOIA
Più accessi al Pronto soccorso e più ricoveri in regime ordinario. Come conseguenza, un numero elevato di pazienti anziani, affetti soprattutto da patologie respiratorie è appoggiato in reparti deputati a svolgere attività specialistiche di tipo diverso.
La scarsità di posti letto nel nosocomio pistoiese spinge i pazienti, è l’accusa della Cgil, a fughe precipitose verso altri ospedali. Corrado Catalani e Maria Benvenuti (Cgil Funzione pubblica), partono da un dato di fatto: «Il numero di accessi al Pronto soccorso e di ricoveri al Ceppo per il virus influenzale è più alto rispetto allo scorso anno, e il picco dell’epidemia deve ancora arrivare. Le strutture ospedaliere sono, di norma, messe a dura prova nella stagione invernale e il ceppo virale circolante al momento, prevalentemente A sottotipo H3n2, è molto aggressivo».
La criticità persistente «è legata all’aumento di accessi e ricoveri in regime ordinario, che costringono l’Asl a spostare in altri reparti i pazienti affetti da patologie di tipo internistico». Tra gli anziani sono infatti in aumento le malattie respiratorie, e spesso si è contemporaneamente di fronte a più patologie.
I posti letto scarseggiano e la Asl è in emergenza nonostante, evidenziano Catalani e Benvenuti, «ogni mese oltre 1000 cittadini residenti in provincia vengano ricoverati in altri ospedali».
La sovrasaturazione - l’eccessivo numero - di degenze ordinarie non potrà che, spingere i pazienti a fughe verso altre strutture. «I problemi di capacità assistenziale dell’area medica pistoiese sono rimasti senza risposta. Siamo perplessi sulle capacità del nuovo ospedale, che ha una dotazione di letti in degenza ordinaria addirittura inferiore all’attuale.
Potrà fornire una risposta adeguata ai bisogni di ricovero dei cittadini residenti nell’ambito territoriale di competenza della Asl 3?».
Tenendo presente che le ultime epidemie influenzali sono caratterizzate da bifasicità dell’andamento «è molto probabile che si verifichi un altro picco di ricoveri nell’arco di alcune settimane».
Questi ricoveri riguarderanno prevalentemente soggetti affetti da patologie croniche «e acquisiranno profili di complessità clinica tale da non essere gestibili a domicilio».
In conclusione, sostiene la Cgil, «la cultura della programmazione e il buon senso vorrebbero che alla previsione di un aumento di anziani e delle patologie che li interessano, sia fatto fronte con il potenziamento della risposta.
Al momento, «considerando anche la precarietà con cui viene attuata la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera e territoriale, questa risposta non viene fornita».
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