Sicurezza
Aoristò, lo chef Neri lascia e rilancia con il nuovo Sciatò
Riapre con un altro nome La Tranquillona, a Serravalle Tra i soci il notaio Regni. Neri: «Sarà un moderno bistrot»
di Tiziana Gori
PISTOIA
«Aoristò rinasce a Serravalle sulle ceneri della Tranquillona come Sciatò», informano attraverso un comunicato lo chef Massimo Neri e il notaio Marco Regni. No, replica Giorgio Zuccherini, amministratore della Aoristò Srl, Aoristò resta a Pistoia. «A Serravalle apre, al posto della Tranquillona, il nuovo ristorante di Massimo Neri e Marco Regni».
Lo chef Neri che fa armi e bagagli e si lancia nella nuova avventura culinaria in terra serravallina a fianco dell’amico-investitore Regni. Voci di una chiusura di Aoristò circolavano da alcune settimane, senza conferme ufficiali da parte dei diretti interessati. L’Aoristò Srl, società titolare della licenza, aveva dato in gestione il locale, inaugurato nel 2007, alla società La Tranquillona Srl. Che Regni, socio di capitale ne La Tranquillona e investitore anche in Aoristò, avesse un progetto nuovo, era noto da tempo. Una settimana fa un evento preinaugurale l’ha ufficializzato a un selezionato gruppo di invitati, e ieri è stato svelato alla stampa attraverso un comunicato giunto nel tardo pomeriggio.
«L’improvvisa chiusura di Aoristò - si legge nella nota - il ristorante-galleria sopra il Globo di via de’ Buti, è stata l’occasione per la sua rinascita a Serralle, sulle ceneri della Tranquillona, anch’essa chiusa dall’oggi al domani tra lo stupore degli aficionados, martedì 10 gennaio con un evento preinaugurale, durante il quale è stato rivelato anche il nuovo nome, Sciatò, e si è potuto così iniziare ad assaporare alcuni elementi del nuovo concetto culinario e artistico. Concept che sarà affinato dallo chef Massimo Neri e dai suoi collaboratori nelle prossime settimane in una sorta di work in progress che precederà l’inaugurazione vera e propria».
«Sciatò è una continuazione dell’esperienza di Aoristò a Pistoia - aggiunge Massimo Neri - e l’idea è quella di abbandonare un po’ il discorso di fusion per fare del locale un moderno bistrot. Quindi mi porterò dietro le cotture dell’Aoristò e l’idea dell’alleggerimento della cucina toscana, che alla fine non sarà propriamente toscana».
Tra i motivi per cui Regni ipotizzava qualche giorno fa “l’abbandono” della location pistoiese, lo ricordiamo, c’era anche il degrado del centro storico.
Zuccherini nega attriti con il notaio-investitore e rilancia: «Abbiamo buoni rapporti sia con Regni che con Neri. Anzi, non è escluso che Massimo possa farci da consulente qui nel locale di Pistoia. Per il quale stiamo cercando nuovi soci investitori. Ci sono dei contatti, dovremmo definire i dettagli dell’accordo entro pochi giorni».
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