Finanza
Allarme bomba, evacuato un edificio
La telefonata è arrivata a un’agenzia turistica in S. Agostino, nel palazzo ci sono però anche altri uffici
di Tiziana Gori
PISTOIA
L’allarme bomba è scattato intorno alle una, quando gli 80 dipendenti della Phone & Go stavano per prendersi la meritata pausa-pranzo. Le linee erano tutte occupate, la telefonata è rimbalzata al centro prenotazioni dell’agenzia di Sharm El Sheik, dove una voce maschile, credendo di parlare con la sede pistoiese, ha detto: «C’è una bomba nell’edificio».
Solo questo. Poche parole pronunciate con accento meridionale da un numero oscurato che i carabinieri della Compagnia di Pistoia, coordinati dal maggiore Vincenzo Maresca, stanno cercando di rintracciare attraverso i tabulati telefonici recuperati in azienda.
Via Galvani è rimasta chiusa per due ore. In piena Sant’Agostino un via vai di auto di carabinieri, polizia e polizia municipale hanno deviato il traffico che si voleva immettere nella traversa di via Fermi, allontanando i passanti e i lavoratori della zona che chiedevano di accedere ai loro uffici. Il tutto mentre gli artificieri dei vigili del fuoco entravano nell’edificio a tre piani, situato accanto alla Confesercenti. «Stavamo lavorando quando - spiega Irene Mungai, responsabile marketing della Phone & Go - siamo stati avvertiti della presenza di una bomba. Abbiamo telefonato a carabinieri e polizia, che sono arrivati in pochi minuti e ci hanno fatto evacuare».
Sono quasi tutti ragazzi e ragazze giovani, sotto i trent’anni, i dipendenti dell’azienda. Si sono fermati dall’altro lato della strada, a distanza di sicurezza, osservando le operazioni dei vigili del fuoco e i carabinieri che mettevano le fettucce ai lati dell’edificio, al numero 15 di via Galvani, per non far avvicinare i curiosi. Il timore di un vero pacco-bomba forse non è mai stato concreto nemmeno per loro, ma la prudenza era d’obbligo. Sin da subito si è diffusa una sensazione: «Che l’obiettivo - affermano Mauro Natali e Alessando Di Franco, titolari della Generali Assicurazioni, al secondo piano dell’edificio - fosse l’Agenzia delle Entrate».
Dallo scorso anno l’Agenzia ha la sede in uno stabile alle spalle di quello della Phone & Go. «Ma chi ha telefonato - fa notare Fouad Hassoun, titolare dell’azienda - sapeva di chiamare noi».
La Phone & Go ha aperto i battenti nel 2003. «Assembliamo i pacchetti vacanza - spiega Irene Mungai -, completi di trasferimenti aerei e soggiorni in loco, e vendiamo tramite agenzie direttamente al cliente. Il nostro centro prenotazioni è operativo sia per le prenotazioni delle agenzie di viaggi che per il cliente finale». Un call center con 80 lavoratori che, in otto anni, non aveva mai avuto problemi. Così come affermano di non aver ricevuto minacce di alcun tipo i titolari delle Generali. Nell’edificio si trovano anche un medico dentista, uno studio legale e un’agenzia immobiliare.
A dare man forte agli artificieri è arrivato Rim, pastore tedesco dell’unità cinofila anti-esplosivi dei carabinieri, che ha “bonificato” lo stabile. Un’ispezione in tutti gli uffici dei tre piani, mentre la calca dei curiosi ai lati di via Galvani si faceva sempre più consistente. Il via libera poco prima delle tre. Nessuna bomba, con pacco o senza. Solo tanta paura e la conclusione, mesta, del titolare di Phone & Go: «Ci hanno fatto perdere tre ore di lavoro».
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