Il dolore
Urbanistica, l’appello del sindaco
«Più responsabilità dai gruppi di opposizione, la gente chiede l’approvazione del regolamento»
Fabio Calamati
PISTOIA
«Faccio un appello alle forze politiche e sociali della città, perché ci sia un soprassalto di responsabilità». Renzo Berti teme che il consiglio comunale non faccia in tempo ad approvare definitivamente il regolamento urbanistico prima dello scioglimento di marzo-aprile per le prossime elezioni. E’ in ballo il provvedimento amministrativo più importante della fine del mandato di Berti. E ci sono privati - tante imprese ma anche decine di famiglie - che attendono da anni il varo delle nuove norme per poter partire con interventi di ristrutturazione, recupero, ampliamento e così via. Ma il consiglio comunale continua a procedere a passo di tartaruga:non è un vero e proprio ostruzionismo, ma molti consiglieri di minoranza (e talvolta anche quelli dell’Italia dei valori e del Sel) chiedono precisazioni o approfondimenti, oppure presentano emendamenti, cose che allungano a dismisura i tempi. Un atteggiamento motivato dal giudizio estremamente negativo sul regolamento urbanistico, giudicato troppo vincolistico.
Ovviamente prima delle sedute di consiglio (iniziate il 19 dicembre) tutte le osservazioni e le controdeduzioni dell’amministrazione erano state esaminate dalla commissione urbanistica del consiglio nel corso di ben 49 riunioni tra il febbrario e il dicembre scorso. Un esame così approfondito - sperava l’amministrazione - avrebbe consentito un passaggio del regolamento in consiglio comunale più rapido.
Cosa succede se il regolamento non viene approvato?Dal marzo 2010 a Pistoia vige il regime di salvaguardia, in pratica si costruisce solo se lo consentono le norme del vecchio Piano regolatore e quelle del regolamento adottato: insomma, il massimo dei vincoli possibili. Per chi deve costruire si tratta di un bel problema. Se il regolamento non venisse approvato, la palla passerebbe alla nuova amministrazione, che però ci metterebbe del tempo prima di riprendere in mano la partita. C’è il rischio che si arrivi al marzo 2013 senza novità. «In quella data - spiega Berti - finirebbe il regime di salvaguardia, che può durare solo tre anni, e tornerebbe in vigore il vecchio Prg, che però non tiene conto della nuova legge regionale, del piano territoriale di coordinamento della Provincia e di numerosi altri strumenti urbanistici. Insomma, sarebbe un caos».
Per il sindaco, uno scenario assolutamente da evitare. Di qui l’appello alle forze politiche.
«So bene che questo regolamento urbanistico non è perfetto - osserva Berti - che è oggetto di mediazione. Ma è impossibile attendere tanto tempo per varare un provvedimento che la gente ci chiede da tempo. Non si tratta solo di interventi di grande portata, legati a questo regolamento ci sono anche piccole operazioni che però sono importanti per tante famiglie. E’ fuori luogo chiedere che in due-tre mesi il consiglio possa approvare un provvedimento discusso in precedenza per undici? Tra tutte le riunioni svolte, questo regolamento ci è costato 140.000 euro: vogliamo buttarli nel cestino?Io non ci sto».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Silvia Ginanni. «Nel lungo lavoro in commissione - dice - abbiamo accolto parzialmente o totalmente il 70% delle osservazioni. Il regolamento adesso è diverso da quello che avevamo adottato e che presentava delle rigidità. Chi voleva dare il proprio contributo ha certamente potuto farlo. Comunque siamo sempre disponibili al confronto sul merito delle questioni. Quello che non capisco è questo atteggiamento pregiudiziale. Credo sia un bene comunque mettere un punto fermo sulle regole urbanistiche».
La conferenza dei capigruppo ha già fissato altre quattro riunioni del consiglio comunale: il 16, 20, 23 e 24 gennaio. Ovviamente ci si occuperà del regolamento. E sarà subito possibile verificare se le forze politiche di opposizione raccoglieranno l’appello del sindaco.
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