Il Tirreno

Pistoia

Una scuola e un pozzo in Africa Il vescovo porta i fondi raccolti

Nuovi incontri in Senegal per la delegazione guidata da monsignor Mansueto Bianchi Visitato anche il seminario di Niassya ristrutturato con le risorse pistoiesi. Sabato il rientro

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PISTOIA

Prosegue il viaggio in Senegal del vescovo Mansueto Bianchi e della delegazione di “Una scuola e un pozzo in Africa”, onlus pistoiese guidata da don Piergiorgio Baronti parroco di Bottegone. Un piccolo diario, con corredo fotografico, è ospitato sul sito della diocesi (www.diocesipistoia.it): lo scrive Tommaso Lucarelli, un giovane che fa parte dell’associazione impegnata da molti anni, su intuizione di Vinicio Nesti, nelle attività di solidarietà e di cooperazione verso questa parte di Africa.

I fondi raccolti durante l’intero anno vengono portati ora direttamente nelle realtà più bisognose delle regioni senegalesi e sono indirizzati, soprattutto, a sostenere le attività delle scuole. Il viaggio, aperto con il toccante incontro con i figli dei due senegalesi uccisi a Firenze dalla follia razzista, si concluderà sabato prossimo. Tra le altre realtà visitate il seminario di Niassya dove studiano i ragazzi più piccoli nel percorso formativo verso il sacerdozio cattolico: una struttura particolarmente cara all’associazione di Pistoia perche è stata completamente restaurata proprio con fondi pistoiesi. «Una delle caratteristiche di questi incontri – spiega Tommaso -  è l'accoglienza, da parte dei ragazzi, espressa con canti e danze». Visitato anche il seminario maggiore di Brin dove attualmente studiano 35 seminaristi liceali. «Ci siamo intrattenuti con gli studenti a cui abbiamo portato materiale scolastico e graditissime divise sportive».

La delegazione ha anche visitato la casa di don Isac Sagna il viceparroco del Bottegone, di origine senegalese. Una tappa decisamente singolare è stata ieri nell’isola di Carabane lungo il fiume Casamance, l’incontro con un re e con la figlia. Nello scenario delle grandi mangrovie che coprono le sponde di un fiume navigabile solo in piroga, ecco l’incontro con il re, di religione animista, sotto la cui giurisdizione sono posti 17 villaggi. «Incontrando questa persona – scrive Tommaso - possiamo dire che abbiamo incontrato l'anima del Senegal con le sue antiche tradizioni, con gli usi ereditati dai padri, con la visione della vita che da sempre ha caratterizzato questo popolo fino a farne una civiltà. Il re si e presentato scalzo con un lungo abito e mantello rosso, un copricapo dello stesso colore e, in mano, l'equivalente dello scettro costituito da un fascio di fili vegetali».

L’incontro con la delegazione di Pistoia guidata dal vescovo cattolico è iniziato con un discorso dello zio del re che ha spiegato il ruolo del sovrano: non domina sui sudditi, non impone leggi, non esige tasse. Il suo compito è il servizio alla pace tra i diversi villaggi, alla giustizia e ai poveri cui è destinato il raccolto delle risaie reali. Ma anche un servizio all'equilibrio tra l'uomo e la foresta vista come grande madre della vita.

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di Redazione web