Il Tirreno

Pistoia

I medici: moratoria per l’inceneritore

L’Ordine chiede di bloccare la costruzione di nuovi impianti, il Fli insiste sulla sospensione dell’attività del forno

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di Beatrice Faragli

PISTOIA

L’Ordine dei medici della Provincia di Pistoia prende posizione sull’inceneritore di Montale. La delibera è stata firmata giovedì scorso. «Ci siamo adeguati a quanto fatto dalla delegazione dell’Emilia Romagna che – come spiga il presidente Egisto Bagnoni – ha chiesto una moratoria sugli impianti di incenerimento». La comunicazione è già stata inoltrata agli uffici provinciali. I dettagli tuttavia restano da chiarire. «L’informazione deve arrivare prima ai destinatari» precisa infatti il presidente. Lo scorso 17 dicembre, così come ricordato dal dottor Bagnoni, era stata la Frer (Federazione regionale Emilia Romagna degli ordini dei medici) ad avanzare la richiesta di moratoria della costruzione di nuovi inceneritori. Alla base dell’atto: «La protezione della salute delle popolazioni attuali e future». Proprio mentre l’amministrazione di Montale -stringendo in mano un documento Arpat del marzo 2010 – ribadisce la lieve incidenza (4%) dell’impianto sull’allarme polveri sottili registrato dalla centralina di Stazione, l’Ordine pistoiese apre un nuovo capitolo sui forni di via Tobagi. Intanto, in attesa di conoscere il contenuto della delibera, i dubbi sulle tante contraddizioni che, secondo Comitati ed esponenti politici, avvolgono l’inceneritore montalese si fanno sempre più insistenti: specialmente alla luce del piano interprovinciale dei rifiuti (già passato al vaglio delle giunte di Pistoia, Prato e Firenze e in attesa di essere adottato dai consigli) che sancisce la previsione di potenziamento della struttura, col passaggio, entro il 2015, dalle 150 alle 225 tonnellate giornaliere di spazzatura bruciata. «Gli amministratori non possono continuare a prendere in giro i cittadini – tuona Franco Vannucci di Futuro e libertà -. I dati dello studio Arpat presentato dal capogruppo di centrodestra (Federico Meoni,ndr) come sono stati ricavati? E perché la maggioranza ha deciso di considerare buoni i responsi dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale ma non quelli dell’Asl?». Il coordinatore comunale Fli si riferisce al parere dell’Usl3 di Pistoia, comunicato al sindaco David Scatragli nel gennaio 2011, con cui l’azienda sanitaria ha dato il nulla osta a un eventuale fermo temporaneo dell’impianto per riportare i valori di Pm10 sotto il limite normativo (50 microgrammi per metro cubo). Alla lettera però non è seguita alcuna azione. Il gruppo pistoiese di Futuro e Libertà inoltre, oltre a invocare per la seconda volta una sospensione dell’attività d’incenerimento al fine di valutarne la reale incidenza sull’inquinamento della zona, chiede un monitoraggio esteso anche alle Pm2.5. «In campagna elettorale e ai tempi in cui era all’opposizione, l’attuale sindaco ha più volte ribadito l’elevato contributo dell’inceneritore sull’innalzamento delle polveri sottili a Montale. Oggi ci dicono che l’impianto influisce solo per il 4%. La coerenza politica dov’è? Il centrodestra avrebbe dovuto essere una spina nel fianco all’egemonia di sinistra e invece c’è stato un allineamento totale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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