Il Tirreno

Pistoia

L’edilizia lancia l’sos «Tempi più rapidi per le riscossioni»

L’appello alle pubbliche amministrazioni, mentre le banche diventano sempre più restie a concedere anticipi

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di Tiziana Gori

PISTOIA

Non più anticipi su fattura per chi vanta crediti con la pubblica amministrazione. Un timore che si è diffuso nei giorni scorsi quando due piccoli imprenditori edili, associati a Cna, si sono visti negare l’apertura di credito più richiesta per chi lavora con gli enti locali.

Non mancava un timore, in un quadro, quello del comparto edile, dai contorni drammatici, con un calo del fatturato nell’ultimo anno di 50 milioni di euro: che il mancato anticipo sulla fattura fosse una disposizione arrivata direttamente dall’Abi, l’Associazione delle banche italiane.

Smentiscono Caripit e Banca di Credito cooperativo di Vignole. «Abbiamo - sostiene Elio Squillantini, direttore della Bcc di Vignole - pochi clienti che lavorano con enti pubblici, Detto questo, è vero che concedere o meno un’apertura di credito dipende dal grado di affidabilità del cliente, e che più si innalza il rischio di insolvenza meno possibilità ci sono che la banca conceda l’anticipo».

«Non è possibile generalizzare - comunicano dall’ufficio stampa di Caripit - Non ci sono disposizioni dall’Abi, quello che conta è il rapporto tra il cliente e la banca, il rating di chi va a prendere i soldi, e nei casi degli artigiani a cui è stata negato l’anticipo su fattura, c’erano evidentemente dei fattori, altri, che hanno inciso sulla decisione dell’istituto di credito».

««Le cause di default di una piccola azienda - riconosce Squillantini - dipendono per l’80% dal mancato pagamento dei creditori».

«Ci sono aziende - spiega Cassandra Angeli, presidente dell’Unione Costruzioni di Cna - che pur vantando crediti nei confronti della pubblica amministrazione sono costrette ad indebitarsi con le banche per pagare fornitori, imposte e contributi. E’ paradossale - continua la dirigente artigiana - vedere i nostri crediti che si trasformano in debiti».

Angeli auspica che la Regione Toscana riproponga al più presto il provvedimento che supporta gli enti locali virtuosi nel pagare comunque i debiti in deroga ai vincoli del patto di stabilità.Nel rispetto del patto il vero “cappio al collo” per molte amministrazioni, che se anche hanno le liquidità per saldare i creditori, sono costrette a rinviare i pagamenti.

Il Comune di PIstoia, al contrario di alcuni Comuni della Valdinievole, i cui tempi di pagamento sono superiori ai 12 mesi, , è un’isola felice: i tempi dettati dal patto sono di sei mesi e l’ente guidato da Berti paga in cinque mesi e mezzo. «Stiamo lavorando - spiega Mirco Vannucchi, assessore al bilancio - a una soluzione che ci permetta di chiudere i conti in 90 giorni, con risorse attinte al di fuori del patto di stabilità».

I debiti nei confronti dei fornitori di beni e servizi sono saldati nell’arco di un mese, più lunghi (per i sopracitati motivi) i tempi di riscossione delle ditte edili che eseguono lavori di manutenzione stradal e o nelle scuole. Lo scorso anno, il Comune di Pistoia ha pagato, per questi, 11 milioni di euro, e deve ancora versarne 5. Da inizio anno, però è stato versato un altro milione di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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