Sicurezza
«Troppe potenzialità non sfruttate»
Il rapporto tra giovani e città secondo Alessandro Martelli:«Tanti spazi, ma nessun progetto organico»
PISTOIA. Treni e autobus come principali motori della mobilità locale, recupero per la città degli spazi di aggregazione e di incontro, maggiore partecipazione dei cittadini nelle decisioni dell’amministrazione: che siano i pistoiesi i protagonisti del futuro della città. Sono questi, per Alessandro Martelli, 21 anni, i punti su cui lavorare per una Pistoia migliore. Alessandro ha frequentato l’Istituto tecnico industriale Fedi di cui è stato rappresentante di istituto e membro del consiglio regionale degli studenti della Toscana. Dopo il diploma ha trovato lavoro come art director in uno studio di grafica che si occupa di curare eventi ed effetti speciali digitali. È grazie a lui che il loggiato del Comune è stato per un anno illuminato in tricolore.
«Alle soglie della festa del 17 marzo 2011 per il centocinquantenario dell’unità d’Italia – spiega Martelli – ho scritto un’email al sindaco per suggerire la colorazione tricolore di un monumento di piazza Duomo. Dopo alcuni tentativi è stato scelto il loggiato di Palazzo di Giano».
Dopo la scuola hai trovato subito un lavoro. Ti ritieni fortunato?
«Sì. Le prospettive occupazionali per i giovani certamente non sono rosee; per questo motivo ho scelto di seguire il canale dell’arte. La creatività deve essere secondo me il motore dei giovani. Sia ben chiaro però: essere creativi non significa solamente pensare di scrivere un brano musicale o fare un video, ma anche avere le idee ben chiare per realizzarli. E i tuoi coetanei come se la cavano nel mondo del lavoro? Molti dei miei compagni delle superiori sono andati all’università sperando di trovare, dopo lo studio, un lavoro che li gratificasse di più. Altri si sono messi a cercare un’occupazione e molti, devo essere sincero, hanno trovato qualcosa. Questo, però, è merito soprattutto dell’indirizzo altamente tecnico che abbiamo seguito all’Iti. C’è anche chi da due anni è rimasto a piedi e non ha trovato niente».
Lavori a Firenze. Come ti sposti?
«Con il treno. Il viaggio Pistoia-Firenze è un’odissea: non si sa né quando si parte né quando si arriva. Ci sono molto spesso ritardi, guasti, interruzioni e questo è un aspetto che non capisco e che mi innervosisce: dicono continuamente che non ci sono soldi per le manutenzioni dei treni locali e poi vanno a investire in “Freccia Rossa”. Il vero motore dello sviluppo deve essere il trasporto pubblico locale».
Della tua città che ne pensi?
«Pistoia soffre di un male: non riuscire a sfruttare le proprie potenzialità. Gli spazi, ad esempio, non è vero che non ci sono. Pistoia ne ha tanti, ma sono abbandonati. Ci sono la Fortezza Santa Barbara, le ex Fonderie Michelucci, la Saletta Gramsci, le Ville Sbertoli, fino ad arrivare alla nuova Cattedrale, annunciata come il nuovo “messia” che risolverà il problema della carenza di luoghi di incontro in città».
Ne dubiti?
«Dico solo che spero diventi davvero uno spazio dinamico per la città rivolto ai i giovani e gestito dai giovani».
Tu come sfrutteresti questi posti?
«Organizzerei iniziative, mostre, esposizioni, concerti, mi impegnerei a riqualificarli. Servirebbe in particolare un luogo di aggregazione sociale. La Cattedrale potrebbe diventarlo».
Il Melos non è già questo?
«Per ora no. Anche il Melos è abbandonato a se stesso».
E la Sala?
«Molti anni fa Pistoia era addormentata. Poi qualche locale iniziò ad aprire e in breve ne sono stati aperti sempre di più; adesso è quasi irriconoscibile rispetto a qualche tempo fa. Il problema è che il risveglio di Pistoia è stato molto brusco e molto poco programmato. Improvviso. È per questo, penso, che sono nate le lunghe polemiche sulla movida. La crescita non è stata accompagnata a un progetto di sviluppo preciso. È anche vero comunque, per dirla tutta, che i pistoiesi sono sempre un po’ restii ai cambiamenti. La biblioteca? È la struttura per eccellenza, il fiore all’occhiello dell’amministrazione Berti. Funziona bene, ma si potrebbe valorizzare di più con eventi e aperture serali. La biblioteca e la Cattedrale, nel nuovo quartiere San Giorgio, potrebbero essere il cuore pulsante della nuova città».
Che cosa vorresti dal 2012 (o dal futuro sindaco) per Pistoia?
«La parola “partecipazione” di questi tempi va di moda. Vorrei fosse applicata nel suo vero significato: far “partecipare” i cittadini alle decisioni dell’amministrazione non vuol dire raccontare loro quello che è stato deciso in una qualche assemblea di frazione. Significa invece coinvolgere la gente nelle decisioni e dare la possibilità ai cittadini di avere voce in capitolo e di indirizzare le scelte della giunta».
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