Il Tirreno

Pistoia

Ritorna alla luce l’antica strada di pietra

Sono i primi tre chilometri di un lungo percorso di grande importanza storica e archeologica

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SAN MARCELLO

Una passeggiata in una delle vallate col paesaggio più suggestivo di tutta la montagna pistoiese. Così, mercoledì mattina, l'associazione Valle Lune ha presentato a stampa e tv locale il percorso appena recuperato dal lavoro dei propri volontari. Ad essere di nuovo agibile è la prima parte (circa 3 km) di un'antica strada riportata alla luce dopo mesi di ricerca e ripulitura svolte sui tratti lastricati, come sulle emergenze storico - archeologiche che costeggiano il sentiero.

Assieme al presidente Fabiano Fini e ai volontari di Valle Lune, c'erano i sindaci Carla Strufaldi e Claudio Gaggini. Ad essi è andato l'onore di inaugurare il percorso che, snodandosi nei territori di San Marcello (1km) e Piteglio (2 km), ha ricevuto supporto finanziario dai due enti. Immedesimiamoci ora nel turista- trekkista. Oltre ai tratti acciottolati di vari periodi storici, elementi di archeologia industriale si fondono a testimonianze più antiche.

Si parte dalle Ferriere di Mammiano Basso (San Marcello): centro siderurgico di spicco della Magona medicea che, alla fine del XVIII secolo, contava tre ferriere: di Cima, di Mezzo, di Fondo. Si attraversa il ponte alla Benedetta, forse di origini medievali e modificato dagli Americani nel 2° conflitto mondiale,e si imbocca un sentiero con vista sul Ponte Sospeso.

Dopo la torre di rimando, il Bosco ritrovato, il cavo d'acciaio del vecchio volano, il misterioso "Sasso che fuma", si giunge al Ponte di Castruccio con annesse le vecchie Dogane convertite a rifugio-agriturismo. Si sale, infine, al recinto sacro del rio delle Lame (Piteglio), composto da 10 strutture circolari in pietra la cui datazione è ancora un mistero.

«Il lavoro di Valle Lune è lodevole – ha commentato il sindaco Strufaldi – dimostra passione per il proprio territorio. Tutti i comuni montani dovranno impegnarsi per valorizzare questo impegno». Ma come? «Inserendolo in un progetto complessivo di sviluppo culturale e turistico ecosostenibile – suggerisce Gaggini – ci stiamo lavorando. La rete viaria storica è nota anche agli stranieri. Sono già arrivati gruppi di visitatori, ma occorre valorizzare tutte le risorse del territorio. Altrimenti si rischia che tutto torni ad essere sepolto». Valle Lune, d'altronde, ha già fatto progetti per il futuro.

«Completeremo il recupero di questo sentiero fino a Popiglio e la strada fino al medioevale Castel di Mura (Lancisa) - comunica Fabiano Fini - in tutto, 10 km fin quasi al confine con l'Emilia. L'impegno è tanto. Contiamo che i Comuni di Piteglio e San Marcello continuino a sostenerci, anche per la realizzazione di un'adeguata segnaletica esplicativa in due lingue».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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