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favorevoli e contrari

«Ora si accusano i contadini e si assolvono le automobili»

PISTOIA Quello sull’aria pulita è un pozzo senza fondo permanente di polemiche. E non poteva sfuggire al dibattito l’ordinanza provinciale, applicata dai sindaci, sul divieto di bruciare i residui...

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Quello sull’aria pulita è un pozzo senza fondo permanente di polemiche. E non poteva sfuggire al dibattito l’ordinanza provinciale, applicata dai sindaci, sul divieto di bruciare i residui verdi. Dario Guastini ha scritto al sindaco Berti.

«Forse è vero che bruciare i prodotti di potature e sfalci causi un’abbondante e pericolosa quantità di Pm 10 ( lo affermano Arpat e Asl) tale da mettere a rischio la salute pubblica – scrive Guastini – Per fortuna le decine,centinaia di migliaia di mezzi a motore che insistono nella porzione di territorio interessata dal provvedimento insieme a impianti di riscaldamento, a inceneritori, ad attività industriali e artigianali sono così salubri da non richiedere interventi».

I vivaisti, dice Guastini, già conferiscono i loro prodotti di scarto, destinati a produrre compost. Il problema nasce per gli agricoltori della fascia collinare con viti, olivi, alberi da frutto, orti. «L'agricoltura è sempre stata l'attività umana più bistrattata e tartassata a qualsiasi latitudine e sotto qualsiasi colore politico. Ergo, continuiamo pure a complicare la vita a chi si ostina a potare, vangare, seminare. L'agricoltura sta rischiando di diventare l'anello più debole in assoluto con gravi ripercussioni sull'economia, sulla produzione agro-alimentare, sulla difesa del territorio, sulla salvaguardia del paesaggio rurale e quindi sul turismo».

Colpiti, conclude Guastini,coloro che vivono di agricoltura, spesso sopra i 65 anni, che verranno multati a scapito della loro esigua pensione.

Sull’altra questione, quella dell’inceneritore di Montale, interviene Giuliano Ciampolini. «La qualità dell’aria è pessima in tutta l’area che va da Firenze a Serravalle. Le cause sono tante e bisogna cercare di ridurle tutte. Nell’ultima settimana di luglio 2007 guardai sul sito di Arpat i dati giornalieri risultanti dalla centralina di via Pacinotti a Montale e mi sembrarono molto simili a quelli delle settimane precedenti alla chiusura dell’inceneritore e simili anche a quelli di una centralina collocata nel centro di Pistoia: ne trassi la conclusione che, nelle rilevazioni della centralina di Montale, non avevano quasi nessuna incidenza le emissioni dell’inceneritore. Lo studio di Arpat del 2010 sembra che abbia confermato quanto potei capire io nel confrontare i dati di una settimana. ma è necessario che quella centralina sia sostituita con una che rileva anche le particelle inferiori a Pm2. Indubbiamente ci sono molte cause che determinano l’inquinamento dell’acqua, dell’aria e dei cibi e per ognuna di esse potrebbero esserci soluzioni».

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