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Pistoia

Edilizia, fatturato a picco persi 50 milioni di euro

Edilizia, fatturato a picco persi 50 milioni di euro

Piove sul bagnato per i piccoli artigiani edili pistoiesi. I più colpiti dalla crisi, ora anche penalizzati dalla decisione di alcuni istituti bancari, che da hanno deciso di non concedere più anticipi su fattura, l’apertura di credito più richiesta da chi lavora con la pubblica amministrazione

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PISTOIA.  Piove sul bagnato per i piccoli artigiani edili pistoiesi. I più colpiti dalla crisi, ora anche penalizzati dalla decisione di alcuni istituti bancari, che da hanno deciso di non concedere più anticipi su fattura, l’apertura di credito più richiesta da chi lavora con la pubblica amministrazione. E con la maggior parte dei Comuni che pagano le ditte a una distanza minima di sei mesi dall’esecuzione dei lavori, il quadro si fa sempre più drammatico. Tutto questo mentre Cna Pistoia informa che nel 2011, in provincia, il settore edile ha perso 50 milioni di euro di fatturato.

In una nota stampa, l’associazione di via Fermi ricorda che Cna Toscana ha presentato in questi giorni il rapporto congiunturale sull’artigianato, un rapporto che conferma la gravità delle condizioni economiche in cui versa l’intero settore. «Ad aver sofferto di più, anche rispetto al manifatturiero e ai servizi - spiega Cna - è stato ancora una volta il comparto delle costruzioni che chiude il 2011 con una perdita da paura». Sull’argomento interviene Cassandra Angeli, presidente dell’Unione Costruzioni di Cna Pistoia: «Carenza di investimenti, calo quasi verticale delle commesse pubbliche, stallo del mercato immobiliare e crisi di alcune aziende capofila del settore hanno causato nella nostra provincia una flessione del fatturato di oltre 50 milioni di euro.

E le prospettive per il 2012 non sembrano volgere al meglio. Alla difficoltà di acquisire nuove commesse si aggiunge ed aggrava quella di riscuotere i lavori eseguiti. Vi sono aziende che pur vantando crediti nei confronti della pubblica amministrazione sono costrette ad indebitarsi con le banche per pagare fornitori, imposte e contributi. E’ paradossale, continua la dirigente artigiana, vedere i nostri crediti che si trasformano in debiti. A rendere tutto più difficile ci pensa poi il sistema bancario che aiuta poco e lascia spesso sole le imprese. E’ giusto di questi giorni la brutta notizia che alcuni istituti di credito del nostro territorio hanno disposto di non concedere più anticipi su fattura; l’apertura di credito più richiesta da chi lavora con la Pubblica Amministrazione».

Proprio a questo riguardo, Cassandra Angeli auspica che «la Regione Toscana riproponga il provvedimento che supporta le amministrazioni virtuose nel pagare comunque i debiti in deroga ai vincoli del patto di stabilità. Inoltre - continua - per garantire il rilancio di un settore sempre più a corto di ossigeno, non è più procrastinabile che Regione ed enti locali intervengano per assegnare e far partire nel più breve tempo possibile le opere pubbliche “cantierabili”; per facilitare la vita alle aziende semplificando i rapporti con la pubblica amministrazione e, non ci stancheremo di ripeterlo, per applicare pienamente la disposizione del Codice degli appalti, che consente di indire gare con procedure negoziate sino ad un milione di euro. Non possiamo dimenticare infatti - conclude - che la filiera delle costruzioni è per il 97% costituita da piccole imprese artigiane e che il loro tracollo sconvolgerebbe l’intera economia della nostra regione».

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