Il Tirreno

Pistoia

«Diamo una casa alla famiglia di Jiliani»

Marta Quilici

Appello degli avvocati alla città per aiutare il muratore tunisino gravemente ferito dal vicino a colpi di machete

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PISTOIA. «Entrare in casa ed aver paura. È di questo che stiamo parlando». Spiega così, l’avvocato Marco Piccardo, la situazione di panico in cui si trova a vivere la famiglia di Arfa Jiliani, il tunisino 36enne aggredito sabato scorso con un machete dal vicino di casa Fabio Pasquinelli.

Al momento dell’aggressione, avvenuta sulla terrazza condominiale, mentre Jiliani aggiustava il cavo dell’antenna tv, in casa c’era tutta la famiglia: la moglie, 35enne marocchina, in Italia con regolare permesso di soggiorno, e i loro due figli, la più grande di quasi tre anni e il più piccolo di appena cinque mesi.

L’avvocato Piccardo e la collega Silvia Vicenzo, legali di Jiliani, rivolgono un appello alle istituzioni affinché si trovi per la famiglia una sistemazione temporanea, un alloggio di emergenza, perché tornare a casa, almeno per il momento, non è proprio possibile: nonostante Pasquinelli sia ancora in carcere, il suo cane, nero e di grossa taglia «che veniva utilizzato – affermano gli avvocati – come strumento di minaccia e offesa» è ancora in casa.

«A dire la verità – precisa Piccardo – il cane solitamente scorrazzava nella terrazza condominiale che Pasquinelli aveva inspiegabilmente trasformato in un recinto per l’animale».

E aggiunge: «La bimba di tre anni è rimasta scioccata dalla vista del padre con il volto insanguinato e ha paura di tornare nel luogo dell’aggressione. Lo stesso è accaduto alla moglie, che dallo choc non riesce più ad allattare il bimbo più piccolo».

L’aggressione a Jiliani è avvenuta sabato pomeriggio in via Abbi Pazienza. Il 36enne tunisino ha ricevuto quattro colpi di machete: tre lo hanno colpito al volto e alla testa, procurandogli l’esplosione dello zigomo, complicazioni a un occhio, e possibili lesioni dell’apparato uditivo per il fendente che ha raggiunto il collo. Il quarto colpo Jiliani lo ha parato con la mano sinistra: la lama ha causato la rottura di tutti i tendini delle dita. Per lui che fa il muratore con partita Iva (senza quindi tutele Inps, Inail), riacquistare l’uso della mano diventa determinante.

Dopo due giorni di ricovero al Ceppo, è stato trasferito al Centro traumatologico ortopedico di Firenze, dove dovrà subire alcuni interventi al volto.

Gesti di solidarietà nei confronti della famiglia di Jiliani sono nati spontaneamente in città: «Addirittura la padrona dell’appartamento di Jiliani – spiega Piccardo - che ha ben 96 anni, si è fatta avanti per offrire aiuto. Perché questi gesti non rimangano sporadici e frammentari bisognerebbe però che fossero affiancati da un intervento delle istituzioni».

Il 26 gennaio, alla libreria Edison di via degli Orafi è già in calendario una prima iniziativa di solidarietà: sarà presentato il libro “Manualetto elettorale”, tradotto dalla poetessa Maura Del Serra, il cui ricavato sarà destinato alla famiglia di Jiliani.

Intanto, il suo aggressore, Fabio Pasquinelli, resta in carcere. Il gip del tribunale, dopo averlo interrogato, gli ha applicato la misura cautelare riconoscendone la pericolosità sociale e il rischio di reiterazione del reato. Già in passato il 49enne aveva inseguito con un machete due persone che per errore avevano suonato al suo campanello di casa. E per questo è stato condannato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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