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alienazione a montale

Appartamenti e negozi nell’immobile comunale

MONTALE Asta pubblica per la proprietà comunale di via I maggio. L’area, formata da 2141 metri quadri di terreno e 200 di magazzino, sarà destinata ad edilizia sociale e negozi. «Sulla zona – spiega...

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MONTALE

Asta pubblica per la proprietà comunale di via I maggio. L’area, formata da 2141 metri quadri di terreno e 200 di magazzino, sarà destinata ad edilizia sociale e negozi. «Sulla zona – spiega il sindaco David Scatragli – sono previsti 700 metri quadri di appartamenti (dalle 6 alle 8 unità abitative) a canone agevolato e 300 metri quadri di commerciale». Il prezzo base è fissato a 672 mila euro. L’offerta potrà essere presentata entro il 15 febbraio all’Ufficio protocollo del Comune (informazioni e bando: www.comune.montale.pt.it). L’alienazione servirà a smussare un’emergenza abitativa che resta alta sul territorio montalese. I 10 appartamenti d’edilizia sociale di via Nesti (finanziati con 685 mila euro di fondi regionali) e i 2 alloggi di via Togliatti infatti– tutti in mano alla Spes - sono ancora congelati per via degli allacciamenti di acqua, luce e telefono. Il blocco residenziale in zona Belvedere avrebbe dovuto esser pronto per maggio 2011. Tra rinvii e slittamenti però la consegna è stata prima posticipata allo scorso settembre e poi annunciata per gennaio 2012. Gli appartamenti, ad oggi, rimangono in attesa di assegnazione.

«Tutte le pratiche – dice Stefano Marini, presidente della Spes – dovrebbero concludersi nel giro di un mese. Gli alloggi sono praticamente finiti». Proprio in vista degli allacciamenti, restano da sistemare dettagli esterni e caldaie. Intanto, a causa dei ritardi nella consegna, il Comune dovrà rivedere la graduatoria per l’assegnazione controllando di nuovo i requisiti dei candidati che, nel tempo, sono probabilmente mutati. Sui 2 appartamenti di via Togliatti infine c’è ancora più incertezza. «Anche qui – precisa Marini – i lavori sono già finiti. Publiacqua però – continua – ha preteso che la Spes si accollasse le spese per una nuova linea d’acquedotto a servizio non solo di queste 2 case ma anche di quelle intorno». Un conto da 7500 euro che la società si è già impegnata a saldare mandando giù un rospo davvero amaro. «I lavori – spiega il presidente – dovranno esser fatti dalla stessa Publiacqua e ancora non abbiamo alcuna tempistica in merito».

Beatrice Faragli

©RIPRODUZIONE RISERVATAi

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