Sicurezza
Quarrata, meno burocrazia e tasse per le aziende
Gli obiettivi del Comune illustrati nell'incontro con i terzisti
QUARRATA. Un piano per l'azzeramento della burocrazia per gli imprenditori che vogliono crescere, innovare, ingrandirsi, un tentativo di diminuire l'Imu per le aziende che verranno a investire a Quarrata. Sono questi due degli obiettivi, ancora del tutto in fase embrionale, a cui sta lavorando l'assessorato alle attività produttive del Comune insieme ai funzionari del Suap. Ad annunciarlo è stato ieri pomeriggio l'assessore Giovanni Dalì durante l'incontro al Polo Tecnologico del tavolo tecnico sul mobile, convocato in seguito ai volantini apparsi nei giorni scorsi per le vie di Quarrata in cui anonimi accusavano le aziende quarratine di non pagare fornitori e terzisti, di mandare in rovina le famiglie e di evitare i fallimenti attraverso giochi societari, acquisti fittizi o cambi di nome.
All'incontro hanno partecipato una decina di imprenditori del settore del mobile, insieme a membri di associazioni di categoria. «Quello che è scritto nei volantini - ha spiegato uno degli artigiani presenti - è vero. Sono cose che sono sempre accadute, ma adesso che non ci sono soldi, i mancati pagamenti e le chiusure fittizie pesano molto di più. Ognuno in questa crisi dovrebbe fare la sua parte: le aziende, i terzisti e il credito che, invece, spesso chiude i rubinetti». Anche per Paolo Spadoni di Cna il principale obiettivo dovrebbero essere i rapporti con gli istituti: «Se ci sono della idee di rilancio del settore ben vengano - ha detto - ma nell'immediato la cosa più realistica mi sembra quella di muoversi nei confronti del sistema del credito: sono le banche a dover dare una mano».
All'incontro al Polo Tecnologico era presente anche Gianni Overi di Formitalia che ha spronato l'amministrazione a studiare un "pacchetto sviluppo" locale». «Nel 2002 - ha spiegato Dalì - il Comune incassava ogni anno una media di 3,5 milioni di euro di oneri di urbanizzazione dei quali buona parte erano provenienti da investimenti legati a costruzioni di edifici a scopo produttivo. Adesso gli oneri sono più o meno 1,5 milioni di euro all'anno e di produttivo non c'è niente. Per agevolare gli investimenti stiamo lavorando a un piano che sostituisca la trafila burocratica di apertura di un'attività con un'autocertificazione che permetta l'immediata apertura dell'azienda e la successiva disposizione del controllo pubblico. È inoltre già attivo il progetto "Abitare l'arte" che prevede la realizzazione di un laboratorio incubatore di imprese per il design. Altro tentativo è quello della costituzione di una rete di imprese a cui si dovrebbe aggiungere, secondo me, un progetto di filiera con un marchio di qualità locale, toscano».
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