Sicurezza
Con un machete aveva già inseguito due persone
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Fabio Pasquinelli dopo laggressione al muratore tunisino Un precedente con tanto di condanna in tribunale per l'aggressore del muratore tunisino
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PISTOIA. Resta in carcere Fabio Pasquinelli, il 49enne fermato per tentato omicidio sabato scorso dopo aver aggredito a colpi di machete, in via Abbi Pazienza, in pieno centro a Pistoia, un vicino di casa, Jiliani Arfa, 36 anni, sposato e padre di tre figli. Pasquinelli, difeso dall'avvocato Davide Petri, questa mattina è stato sottoposto all'interrogatorio di garanzia da parte del gip del tribunale Matteo Zanobini. Davanti al giudice ha continuato a sostenere la sua versione dei fatti: il machete non era suo ma del vicino di casa; e non sa come il muratore tunisino sia sia procurato quelle devastanti ferite al volto e alle braccia visto che lui non l'aveva nemmeno toccato. Considerando che in casa del Pasquinelli è stato trovato un altro machete simile, manganelli e altri coltelli, il gip ha ritenuto non attendibile la versione e ha deciso di applicare al 49enne la misura della custodia cautelare in carcere. Anche tenendo conto dei suoi precedenti. Pasquinelli, infatti, è già stato condannato in tribunale per un espisodio in cui aveva minacciato sempre con un machete due persone. Si trattava di marito e moglie che per sbaglio - erano andati a trovare degli amici nel condominio in cui abita Pasquinelli, in via Abbi Pazienza - avevano suonato per sbaglio al suo campanello. Lui aveva aperto aggredendoli a parole. "Andiamo via, è un cafone" si erano detti l'un l'altra marito e moglie, e avevano sceso le scale. Pasquinelli però li aveva inseguiti minacciandoli con un machete. Solo una grande paura per i due, ma era scattata la denuncia a piede libero. E sempre un machete la polizia di Ravenna aveva trovato all'interno dell'auto di Pasquinelli nel corso di un normale controllo stradale.
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