Il dolore
Processo a Mamma Ebe, «Come i farisei contro Gesù»
Nella lunga arringa difensiva, l'avvocato ha descritto la santona Maria Gigliola Giogini come una mistica perseguitata da giudici e demonio
PISTOIA. La Giorgini è una mistica cristiana, una carismatica mai scomunicata dalla Chiesa cattolica. E' Dio che guarisce, non lei. Noi uomini siamo trinitari: un corpo, una mente, uno spirito. Gesù dice che guarendo lo spirito si interviene anche sulla mente, e con la mente sul corpo. E' questo il mistero e ciò di cui si occupano i mistici. I materialisti che alla sola carne credono non potranno mai capire la Giorgini ed è proprio qui che nasce l'errore dei processi passati».
Così si è aperta ieri, di fronte al collegio dei giudici presieduto da Luca Gaspari, la lunga arringa difensiva di Danilo Ammannato. Prima ancora di passare all'aspetto penale, l'avvocato di Mamma Ebe ha recitato passi del Vangelo e della Bibbia. «L'accusa del passato - ha detto - è la stessa di oggi»: i farisei contro Gesù, i mondani e materialisti contro Maria Gigliola Giogini. «Per capire se lei sia una mistica o un'imbrogliona c'è una cartina di tornasole precisa: le quattro persecuzioni che ha subìto e ancora subisce». Si tratta delle tribolazioni dovute al corpo, ai settori della chisa gerarchica, alla giustizia umana e al diavolo. Passaggi che contraddistinguono la vita dei santi e - sostiene l'avvocato - della Santona del San Baronto. «Solo il processo canonico post mortem - ha ricordato Ammannato - potrà dire l'ultima parola sulla Giorgini».
L'avvocato intanto chiede l'assoluzione piena per tutti i capi d'imputazione - associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica e truffa aggravata - contestati a Mamma Ebe e al marito Gabriele Casotto. Per loro, lunedì pomeriggio, il pubblico ministero Francesco Sottosanti aveva chiesto rispettivamente 8 anni e mezzo e 6 anni e mezzo di reclusione. I fatti, secondo Ammannato, non sussistono. «Quella del pm - ha detto - è solo un'opinione fondata su una base laica, ovvero mondana. Per non precludersi la verità occorre conoscere il Vangelo, le autobiografie dei mistici e la teologia mistica. "Perdona loro perchè non sanno quello che fanno" ha detto Gesù sulla croce», e così ha fatto anche l'avvocato della Giorgini ieri, volgendo il capo verso la pubblica accusa. La difesa, oltre a ricordare come l'opera di Mamma Ebe sia perfettamente conforme agli insegnamenti e alla tradizione cattolico-cristiana - che sancisce nel Vangelo l'imposizione delle mani, le benedizioni e l'allontanamento del diavolo - ha evidenziato la totale mancanza, in questo processo, di una sola persona offesa. Nessuno ha subìto un danno alla salute o al patrimonio a causa della "guaritrice" del Montalbano. «E' possibile che ci sia il reato di truffa senza il truffato? Allora - ha incalzato Ammannato - esiste anche la rapina senza rapinato, o il reato d'omicidio senza il morto. Negli anni che vanno dal 2005 al 2010 (periodo interessato dal processo, ndr) non vi è stato raggiro, nè induzione in errore, danni economici o intenzione di voler truffare. La Giorgini ha portato diverse persone alla guarigione e alla conversione senza mai chiedere soldi, come hanno confermato 11 testimoni sia dell'accusa, sia della difesa: tutti fatti ignorati dal pubblico ministero. Papa Giovanni Paolo II l'ha incontrata dicendole di diffondere la fede e la Chiesa non l'ha mai scomunicata.
Negli ultimi anni non vi è stata alcuna associazione a Villa Gigliola ma soltanto un gruppo di persone, legate da affetto, che si ritrovavano per la preghiera, l'imposizione delle mani e gli esorcismi privati (efficaci). Si incontravano per cose legittime e spirituali». Quelli che la pubblica accusa ha definito massaggi terapeutici, per Ammannato erano soltanto pratiche rilassanti e di benessere. «Secondo il pm allora - ha detto il difensore - sono illegali anche tutti i centri di fitness e le beaty farm». L'agopuntura inoltre era ormai diventata un'attività occasionale a Villa Gigliola. Per Ammannato poi il superteste dell'accusa, Federico Brunelli, sarebbe del tutto inattendibile poichè mosso da rancore e invidia nei confronti della Santona.
L'indagine della polizia giudiziaria e l'ipotesi accusatoria del pm infine, secondo la difesa, risulterebberoviziate da un pregiudizio dovuto alle sentenze di colpevolezza già emesse per la Giorgini in cinquant'anni di storia. «Vogliono fare un processo fotocopia» ha detto l'avvocato. Poi, guardando Mamma Ebe, ha recitato le parole del Vangelo secondo Matteo. "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli". Il prossimo 17 gennaio, ore 14,30, è fissata la replica del pm Francesco Sottosanti. Quindi, la sentenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
