Il Tirreno

Pistoia

Soltanto uffici nell'area Pallavicini

Fabio Calamati
Il Pallavicini Center in corso di costruzione in via Sestini
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Il Pallavicini Center in corso di costruzione in via Sestini

L'assessore Ginanni chiarisce: niente supermercati né aree industriali

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PISTOIA. Ci sono solo uffici nel futuro dell'area Pallavicini: niente insediamenti produttivi né commerciali. Lo ha ribadito ieri pomeriggio l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni, durante il dibattito in consiglio comunale sull'approvazione del regolamento urbanistico.  A chiedere informazioni sul tema era stato il consigliere del Fli Alessio Bartolomei. «Nell'area Pallavicini - ha detto - sta nascendo un nuovo quartiere. C'è un grande cantiere aperto e il consiglio comunale ha ridotto l'attenzione su quella parte di città. Cosa si sta costruendo? Si parla di un albergo e lo stesso sindaco Berti, a suo tempo, parlò della possibilità di un nuovo insediamento produttivo».  La curiosità del consigliere - e dei tanti pistoiesi che quotidianamente transitano per la via Sestini - è stata sicuramente attratta dai lunghi piloni in cemento che sono sorti nel giro di poche settimane nel grande appezzamento di terreno compreso tra via Sestini e il centro commerciale Panorama. Ma i lettori del "Tirreno" sanno bene di cosa si tratta. Il cantiere in corso è quello del "Pallavicini Center", prima tessera del futuro polo direzionale che occuperà gran parte dei terreni rimasti ancora liberi dell'ex lottizzazione Saita, un'operazione del valore complessivo stimato di cento milioni.  Realizzato dalla Sirim Investimenti dell'avvocato Andrea Baldi, il "Pallavicini Center" ospiterà uffici, spazi commerciali all'ingrosso e servizi al commercio e dovrebbe essere pronto entro il prossimo mese di giugno.  Gli altri due "pezzi" del futuro polo direzionale sorgeranno nell'area al momento occupata temporaneamente dal circo. Le aziende protagoniste dell'operazione sono la pratese Tredil spa e la pistoiese San Cipriano, ma qui i lavori non sono ancora partiti. Le destinazioni urbanistiche sono comunque uguali a quelle del "Pallavicini Center": uffici e servizi. Questo, del resto, prevedeva la convenzione del 2000, siglata tra il Comune e i proprietari di allora, la Saita spa.  Nel dibattito, Andrea Fusari (Verdi) ha criticato l'assessore per aver fatto risalire al 2000 (giunta Scarpetti) le scelte fondamentali sull'area Pallavicini, scelte che invece si sarebbero concretizzate nel primo mandato di Renzo Berti, quando l'area fu esclusa come sede del nuovo ospedale.  Ma perché il consiglio comunale parlava di via Sestini? L'argomento in esame, in realtà, era una osservazione al regolamento urbanistico presentata dal vivaista Mario Michelotti, proprietario di un lotto di oltre 11.000 mq nei pressi della tangenziale est, per metà del quale era previsto l'esproprio allo scopo di realizzare parcheggi e verde pubblico. L'amministrazione ha accolto le proteste dell'imprenditore, riducendo ad una striscia di 6 metri di profondità l'esproprio, in modo da poter realizzare una strada che raggiunga il confinante terreno, di proprietà pubblica. Pagliai (Udc) aveva presentato un emendamento con cui si cancellava del tutto l'esproprio. Ma la proposta è stata respinta con 5 voti favorevoli e 22 contrari.  Nel dibattito, Capecchi (Pdl) ha ricordato che Michelotti è lo stesso vivaista duramente danneggiato dal crollo delle mura urbane di viale Arcadia sulle sue serre, realizzate in riva alla Brana il 19 settembre scorso.

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