Il Tirreno

Pistoia

Politica seguita da 2 giovani su 3

Elisa Valentini

Sorprendenti risultati di un sondaggio in controtendenza con quelli nazionali

3 MINUTI DI LETTURA





 MONTAGNA. I giovani della montagna pistoiese credono ancora nella politica. Un'affermazione non poco sorprendente, visto che la maggior parte dei loro coetanei italiani risponde con un secco «non mi interessa». Ma i numeri parlano chiaro: più di 2 giovani su 3 seguono con attenzione la politica nazionale. Interesse che sfiora addirittura l'amplain per le questioni di politica prettamente locale. Ad evidenziare la controtendenza sono i risultati di un nostro sondaggio, nonché alcuni fatti facilmente osservabili. Su 50 giovani residenti intervistati (fra i 4 comuni montani), solo 6 (12%) si dichiarano totalmente disinteressati alla materia politica, 8 la seguono parzialmente e 36 (67%) in maniera continuativa.  Un dato che non passa inosservato se paragonato con le statistiche nazionali. Un sondaggio svolto nel maggio 2011 dall'osservatorio giovanile "Young Fvg" evidenzia una marcata disaffezione alla politica da parte dei giovani italiani (il 51% se ne disinteressa totalmente). Ed ecco la seconda sorpresa. Mentre a livello nazionale sono soprattutto i giovanissimi fra 14 e 18 anni a non interessarsi di politica (66%), a livello locale l'interesse sembra maturare già dall'età adolescenziale. Ben 20 intervistati su 50, infatti, hanno partecipato a iniziative politiche studentesche già a livello di scuola superiore (40%), mentre una trentina seguivano dibattiti in tv o ne parlavano in famiglia o con gli amici.  Interesse, però, non vuol dire fiducia. A livello nazionale, il 68% dei giovani nutre totale sfiducia nei confronti della politica: ancora una volta, i più scettici sono i giovanissimi (72%). In montagna, invece, sembra che la fiducia tenga ancora. Quasi la totalità (46 su 50) degli intervistati esprime insoddisfazione parziale o totale sull'attuale "gestione" del proprio Paese ai vari livelli istituzionali e del territorio montano. In particolare, è proprio la prospettiva locale quella che più interessa i giovani, perché «più a portata di mano», «più comprensibile» e «più facilmente migliorabile». Si citano la carenza di servizi ed infrastrutture e la scarsa attenzione anche alle piccole necessità dei giovani. Ma, ci dicono gli intervistati, «si può sempre cambiare» e la partecipazione attiva alla vita politica è uno strumento privilegiato.  A patto, naturalmente, di trovare dei canali di inserimento che permettano di «svecchiare il sistema». Due di questi esistono già. Anzitutto i coordinamenti giovanili di partito che operano in montagna: i Giovani comunisti Alberto Giannini e Giovane Italia Pistoia - sezione Montagna. Seppur in maniera un po' silenziosa, questi promuovono iniziative (gazebo, feste sociali, materiale informativo) e dibattiti interni su argomenti dal respiro prettamente locale.  Altro strumento, gradito al rottamatore Matteo Renzi, sono i consigli comunali. Analizzando le attuali amministrazioni, si contano diversi componenti non ancora quarantenni, fra cui Davide Ferrari (assessore a San Marcello) e Chiara Venturi (consigliere a Piteglio) molto attivi nelle politiche giovanili. Lo stesso sindaco Carla Strufaldi fu eletta a 36 anni, mentre il sindaco Ceccarelli ha ricordato come coi giovani sia più facile parlare di "comune unico" poiché mentalmente più aperti e privi di condizionanti campanilismi. Una proposta emersa dal sondaggio: la costituzione di un comitato giovanile intercomunale per formulare proposte concrete da sottoporre agli amministratori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa