Sicurezza
Aperti i carratelli allazienda Marini che lancia il prodotto
Il vin santo sullo smartphone per la promozione nella rete
Elisa Pacini
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Lapertura dei carratelli allazienda Marini 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Si usa dire che dietro ad una bottiglia di vin santo c'è una lunga tradizione e, nel caso, del prodotto di punta dell'azienda Marini c'è effettivamente la storia di una famiglia intera. Da oggi però queste parole diventano ancor più concrete perché con una semplice foto con lo smartphone (il cellulare di ultima generazione) sul codice Qr, che Giuseppe Marini ha deciso di mettere su ogni bottiglia di vin santo, si potrà accedere direttamente al sito dell'azienda e vedere da vicino tutte le fasi del lungo viaggio dell'uva, dalla vendemmia all'imbottigliamento. Con questa importante novità Marini ha chiuso l'ottava edizione di "Vin Santo è" iniziata con il rito antico dell'apertura dei caratelli e conclusa con un occhio al futuro, a quella grande vetrina mondiale che è la rete. Marini è il primo produttore pistoiese nel campo alimentare ad introdurre sui suoi prodotti il codice Qr e quel piccolo bollino bianco e nero realizzato dalla ditta specializzata Liberty Design conferma l'occhio lungo di chi da tempo ha capito che accanto all'alta qualità dei prodotti ci deve essere un'immagine e una comunicazione al passo con i tempi. Di questo si è parlato nella vinsantaia Marini che si è confermata punto di confronto sulle prospettive e le criticità della commercializzazione delle eccellenze territoriali tra i rappresentanti degli enti pubblici, Consorzio del Chianti, Coldiretti e Cna. Renato Ferretti, dirigente della Provincia, ha ricordato come Marini abbia scommesso da tempo sul binomio turismo- valorizzazione dei prodotti del territorio e ha scelto la vinsantaia dell'azienda per ricordare che Pistoia sarà l'ospite d'onore della Fiera "Accent@" del prossimo settembre a Gand in Belgio, che si configura come un importante sbocco commerciale nel Nord Europa per i produttori pistoiesi che vi parteciperanno. Molto apprezzato inoltre lo studio portato avanti dal ricercatore dell'università di Firenze, Giacomo Buscioni, che ha scatenato il dibattito tra esperti ed appassionati su aspetti tecnici della lavorazione del vin santo. La degustazione affidata ai sommelier della Fisar e decantata dall'enologo Alberto Bramini ha decretato che l'annata 2008 ha tutti i presupposti per raggiungere le vette qualitative delle precendenti, pur nelle particolarità dei vari caratelli. Ma come ha detto Bonaldo Agresti, Slow Food Pistoia, il vin santo è un "giovane pazzerello e un vecchio imprevedibile", evidenziando con goliardia come ogni caratello possa davvero raccontare la sua storia. Una storia di un territorio intero che l'azienda Marini porta avanti con il proprio lavoro.
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