Sicurezza
Una banca al posto del Bar Sport
Beatrice Faragli
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A destra lingresso dello storico bar montalese che chiude domani dopo 80 anni di attività Domani ultimi giorno di apertura per il locale della famiglia Lunghi
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MONTALE. Lo storico Bar Sport di piazza Giacomo Matteotti tira giù il bandone. Quella di domani sarà l'ultima sera intorno al tavolo da carte per moltissimi montalesi. Dopo ottant'anni di chiacchere, caffè, amari e gelati, il primo bar della cittadina, aperto da Ugo Lunghi - per tutti semplicemente "Trombino" - e tramandato di padre in figlio lungo tre generazioni di storia e passione, chiude stroncato dalla crisi. «I clienti ci sono - spiega il titolare "Brom brom", al secolo Riccardo Lunghi - A mancare - dice - sono i quattrini. Da quando è venuto fuori l'euro siamo sempre andati al ribasso. La gente non ha soldi e dal caffè è passata all'acqua, dai due pezzi, pasta e cappuccino, a uno solo». A prendere il posto dello storico centro d'aggregazione cittadino sarà un'agenzia bancaria. Dal suono degli spiccioli lanciati sul bancone d'acciaio in cambio di un ristretto rigorosamente in tazza di vetro, a quello del conta-soldi automatico di una banca. E intanto gli amici del Bar Sport piangono la perdita di un luogo in cui, per anni, si sono incrociate vite e racconti. «Da qui dentro - ricordano i clienti (più che dei semplici comsumatori stretti nei loro cappotti, una vera e propria famiglia, sbottonata e di compagnia) - c'è passata tutta Montale. I comitati sono nati qui. Lo sport è nato qui. E' il nostro punto di riferimento: questo bar era un'istituzione, era il cuore di questo paese», raccontano. «A ridire tutto quello che nel tempo è stato detto tra queste mura - continua Brom Brom - verrebbe fuori una Divina Commedia. Se le pareti potessero parlare... Qua dentro la gente s'è fidanzata e s'è sposata. Abbiamo visto nascere figli e nipoti. Tra una chiacchera e l'altra abbiamo conosciuto l'arte. Claudio Bigagli (attore, regista, sceneggiatore, ndr) è nato qui, è un nostro cliente. Per tutti è ancora il "figliolo di Stoppino". A chiudere adesso - dice - c'ho più della morte dentro al cuore». Un pezzo di Montale perso per sempre. La gente al Bar Sport ha assaporato il primo champagne importato dalla Francia. «Venivano da Pistoia, Prato e Quarrata per berlo» ricordano i clienti, rinverdendo i racconti sentiti dai padri e dai nonni. Sotto le piante del centro, d'estate, i tavolini si riempivano di gente pronta a parlar d'ogni cosa, soprattutto di donne e sport. «Questo - continua il nipote di Ugo Lunghi- è stato il primo bar del paese. Oggi intorno alla piazza ce ne sono almeno altri 6». Mentre tutto negli anni è cambiato, il Bar Sport è rimasto lo stesso letto sicuro di sempre: nel Ventunesimo secolo così come negli anni Quaranta del Novecento. Dentro, ogni giorno, vengono per una briscola i nipoti di quelli che, ottant'anni fa, dicevano "andiamo a prendere il caffè da Trombino". «Se il fondo non fosse stato mio e avessi avuto un affitto da pagare - dice adesso Brom Brom - avrei già chiuso da tempo. L'ultimo investimento per rinnovare i locali è del 1974. Con le prospettive di oggi qualsiasi intervento sarebbe stato impossibile da fare. Ora vedrò di trovare qualcosa, un lavoro, qualsiasi lavoro». «Noi s'era ignoranti - scherzano gli amici del bar - e la fortuna è stata trovare un barista ignorante come noi: ci ha fatto sentire a nostro agio». Domani mattina Riccardo Lunghi tirerà su la saracinesca per l'ultima volta. La crisi a Montale si vede nelle vetrine dei fondi vuoti su cui campeggia la scritta "vendesi", o nelle chiusure che già si prospettano all'orizzonte. Sembra infatti che stiano per abbassare il bandone altri due negozi del centro.
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