La protesta
Solo pochi negozi fanno i saldi: «Qui non conviene»
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La vetrina di uno dei pochi negozi di Cutigliano che applica i saldi3 MINUTI DI LETTURA
MONTAGNA. L'Epifania che tutte le feste si porta via. Il detto non si addice agli amanti dello shopping in Toscana, per i quali la festa è appena cominciata. Sono scattati ieri i saldi fine stagione, inaugurando la tanto sospirata corsa agli acquisti. Mentre nelle vetrine di città e nei centri commerciali è tutto un proliferare di cartelli con scritto "saldi" in caratteri cubitali, la montagna pistoiese prende un po' le distanze dalla vorace corsa al cliente. Basta fare una passeggiata per le vie commerciali di Abetone, Cutigliano e San Marcello per rendersene conto. Molti commercianti decidono di non applicare i saldi. Non è una novità. Si tratta piuttosto di una impostazione, una mentalità che da sempre caratterizza i borghi della nostra montagna. In particolare, la politica dei "non saldi" caratterizza soprattutto le località a maggiore vocazione turistica come Abetone e Cutigliano, mentre la più vasta San Marcello si adegua maggiormente alle politiche commerciali cittadine. Che cosa deve aspettarsi il cliente che si trova a fare shopping in montagna? Iniziamo da Abetone, dove a catturare l'attenzione sono i negozi di abbigliamento ed attrezzature sportive. In barba all'uniformità, qui ognuno applica la propria politica di saldo. «I nostri articoli sono molto tecnici - spiga il titolare di Sportprofessional - applichiamo sconti già a novembre su sci (30%) e scarponi (20%). Poi dal 9 di gennaio metteremo tutto a saldo, dal 20 al 50%, anche perché restano solo 40 giorni per vendere gli articoli dell'inverno». Mentre Bartolotti Sport non fa mai saldi, l'outlet Fremil applica il consueto 50% durante tutto l'anno. A Cutigliano i negozi che fanno saldi si contano sulle dita. «Io i saldi non li ho mai fatti per convinzione - spiega una negoziante di abbigliamento - li ritengo una cosa sbagliata, una politica del caos per confondere il cliente. Sono tanti i negozi che ingannano: se il prodotto costa 30, lo mettono a 50 e poi ci applicano il 50% e tornano a farlo pagare 25, quasi come prima. Io non espongo percentuali. Quando viene il cliente, lo tratto bene e gli faccio lo sconto che posso». «Non è nostra abitudine fare i saldi - conferma il negozio di tappezzeria e abbigliamento Giannini - trattiamo comunque bene i nostri clienti». Se questa è la tendenza generale, c'è chi vi sfugge. Come Fried Sport che i saldi dal 30 al 50% li ha sempre fatti, o addirittura chi comincia da quest'anno. «Applico il 30% su zaini e astucci, il 20% sui giocattoli - spiega il titolare di Giocart - mentre sui corredi scolastici li avevo già fatti, sui giochi è la prima volta. Magari ci aiuteranno a vendere un po' di più anche se, vista la crisi, non ci possiamo lamentare». A San Marcello, infine, gli amanti dei saldi si sentiranno un po' rassicurati, almeno per l'abbigliamento e le calzature, dove si cominciano a vedere i tipici cartellini con prezzo scontato. Anche qui, però, non tutti i negozianti vedono i saldi di buon occhio, ma si cerca solo di aumentare un po' le vendite adeguandosi alle logiche del mercato.
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