Il Tirreno

Pistoia

Niente ordinanze anti-apertura

Tiziana Gori
Negozi al dettaglio nel centro storico
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Negozi al dettaglio nel centro storico

Il Comune non si vuole esporre a ricorsi e attende chiarezza sulle norme

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 PISTOIA. Nessuna ordinanza per impedire agli esercizi commerciali di tenere sempre aperto. Nella guerra sulla liberalizzazione totale degli orari (quella delle aperture è già in vigore) tra Stato e Regioni, il Comune di Pistoia cerca di mantenere una posizione di prudenza che lo metta al riparo da costosi ricorsi.  La questione è nota: nel pacchetto Salva-Italia del Decreto Monti è contenuta anche la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, un via libera totale destinato secondo Confcommercio e Confesercenti, a favorire la grande distribuzione a spese del commercio di vicinato. Subito dopo l'approvazione del Decreto Monti, la Regione Toscana ha emanato una legge, la 66/2011, che riscrive, modificandoli, gli articolo 80 e 81 del Codice regionale del Commercio (Lr 28/2005). In sostanza, ribadendo la competenza regionale in materia: gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa possono restare aperti al pubblico fino a un massimo di 13 ore giornaliere (art. 80, comma 1), e il Comune può consentire l'apertura domenicale e festiva degli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa in deroga a quanto previsto al comma 4, coordinandosi con i Comuni vicini (art. 80, comma 6).  Dalle associazioni di categoria provinciali, che avevano sollecitato un intervento della Regione già prima dell'approvazione del decreto Monti, sono partite le mail ai Comuni di Pistoia, della Piana e della Valdinievole, con la richiesta di attivarsi per una nuova convocazione dei tavoli di concertazione di Firenze e Montecatini sul tema degli orari, in cui confermare la regolamentazione in vigore nel 2011 (22 aperture straordinarie per l'area pistoiese e 28 per la Valdinievole in tutte le aree non interessate da deroghe).  Lucchesi definisce «rigida» la posizione delle associazioni di categoria. «Non entro nel merito della norma liberalizzatrice, mi fermo a una considerazione di metodo: il Comune è tenuto ad applicare la legge. Come assessore mi preoccupo che l'ente locale possa esporsi a eventuali ricorsi. Nel caso di conflitto tra legge nazionale e legge regionale, è stato ribadito anche in un recente incontro all'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni italiani) si applica la legge nazionale. La Regione ha chiamato in causa la Corte Costituzionale. Passeranno diversi mesi prima di conoscere l'esito dell'impugnazione, quindi nel frattempo dovremo trovare una ragionevole via d'uscita che non ci esponga a ricorsi».  Lucchesi ribadisce: «La liberalizzazione può favorire alcuni spunti imprenditoriali, non credo sia una ricetta infallibile per uscire dalla crisi».  Ma il Comune non intende emanare ordinanze "anti-chiusura". «Nell'attesa di chiarimenti vediamo di trovare un modo di operare che dia efficacia ai nostri provvedimenti».  Il 3 gennaio, su richiesta di Confcommercio Toscana, si è tenuto un incontro con l'Anci regionale. «Lunedì incontrerò di nuovo il vicesindaco di Firenze e - informa Lucchesi - nei giorni successivi sono in programma nuovi incontri con le categorie».  Degrado in centro. Barbara Lucchesi risponde ad altre due questioni emerse nei giorni scorsi. La prima riguarda la richiesta di una maggiore attenzione al centro da parte di Aoristò, il ristorante di via dei Buti in odor di chiusura. Giorgio Zuccherini, amministratore di Aoristò srl, e Marco Regni, investitore nella società, parlano «di degrado che allontana i clienti». «Il vero degrado - afferma Lucchesi - è l'abbandono delle funzioni. Il trasferimento dell'Agenzia delle Entrate per gli esercenti del centro è una perdita importante, difficile da compensare. Raccogliamo l'invito a rivitalizzarlo, è un tema che ci sta molto a cuore. Non facile, in tempi di scarse risorse».  Ztl aperta al traffico dalle 18. «Sembra più una provocazione che una proposta quella di Giuliano Bruni (presidente del Ccn) - sostiene Lucchesi - In tutte le città l'orientamento è quello di una sempre maggiore chiusura al transito. Servono, ha ragione Bruni, più parcheggi nelle immediate vicinanze. Con quello alla ex Breda e il parcheggio di San Bartolomeo daremo risposta a questa carenza».

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