Il dolore
Progetti per il rilancio dellattività alla riapertura prevista per martedì
Aoristò, futuro da decidere
Tiziana Gori
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Linterno del ristorante Aoristò in via dei Buti Bruni (Ccn): «Aprite la Ztl alle auto almeno dalle 18»
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PISTOIA.«Chiusi per ferie fino al 10 gennaio, come negli anni precedenti. Al rientro la volontà è quella di fare un punto della situazione e vedere chi c'è e chi non c'è. Comunque, di rilanciare l'attività». A parlare è Giorgio Zuccherini, amministratore della Aoristò srl, società titolare della licenza, che ha dato in gestione il locale alla società La Tranquillona srl. Il futuro del ristorante numero 1 in provincia nella guida dell'Espresso sarà svelato probabilmente entro la fine della prossima settimana. Chiuderà anche il ristorante, dopo l'abbandono del Caffé du Globe, pochi mesi fa? I tasselli che compongono il puzzle sono tanti e i giocatori non vogliono svelare le carte. Si parla di mesi non facili per il ristorante nell'attico del Globo, ma la crisi ha colpito tutti, Aoristò non sarebbe certo un'eccezione. Aperto nel gennaio del 2007 Aoristò si è guadagnato ben presto il riconoscimento di ristorante di qualità: cucina raffinata (con ampio spazio ai sapori etnici), vino selezionato, una vista suggestiva sul centro dalla vetrate dell'attico. Forse più accessibile a una clientela più di livello medio-alto, ma, afferma Zuccherini: «Il locale lavora. Molto a dicembre, come sempre durante il periodo delle feste, e dopo ci siamo presi il consueto periodo di ferie. La volontà è quella di riaprire la prossima settimana e vedere chi ci sarà e chi non ci sarà, fare comunque un punto per rilanciare l'attività». Si parla di un progetto del notaio Marco Regni (socio di capitale ne La Tranquillona srl e investitore anche in Aoristò), che dovrebbe essere reso pubblico a breve attraverso la stampa. L'Aoristo chiuderà e trasferirà nell'ex ristorante La Tranquillona di Serravalle, di proprietà della srl? Pochi giorni e tutti i tasselli del puzzle andranno al loro posto. Un punto su cui sia Zuccherini che Regni convergono è quello del degrado della zona del Globo, in particolare di via Buti: «Ci passa la sera? - chiede il notaio - Siringhe, escrementi di animale e scarsa illuminazione». «È saltato il parapetto dell'immobile - racconta Zuccherini - addirittura è piovuto su alcune delle nostre bottiglie. In due occasioni ci hanno portato via la bacheca del menù davanti all'ingresso. Tra gesti vandalici e il degrado che vive un centro sempre più vuoto di attività, è difficile andare avanti». Si chiede un intervento del Comune per aiutare una zona vitale della città che rischia di perdere attrattiva. Il Tirreno si era occupato, nell'edizione del 18 novembre 2011, dell'emergenza fondi-sfitti in centro. Un problema destinato ad aggravarsi, nell'opinione di Alessio Bartolomei, consigliere di Fli e co-titolare de La degna tana. Tra le cause principali, gli affitti troppo alti pretesi dai proprietari dei fondi. «Nessun esercente - afferma Bartolomei - può permettersi di pagare 3-4000 euro al mese di affitto, tantomeno 6000 come sembra chiedesse il titolare del Globo». Giuliano Bruni, presidente del Centro commerciale naturale, lancia un'idea provocatoria per non far morire il centro: «Riapriamolo, magari dopo le sei. Con modalità concordate tra le parti, ma facciamo qualcosa. Il Comune ci convochi e parliamone».
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