Sicurezza
Ordinanza fino al 31 marzo per i Comuni di Pistoia, Montale, Agliana, Quarrata e Serravalle
Vietati i fuochi all'aperto
Beatrice Faragli
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Lassessore provinciale Rino Fragai Pessimi i dati sulle polveri sottili, si corre ai ripari
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PISTOIA. Vietato bruciare all'aperto erba, foglie di potatura e legna fino al prossimo 31 marzo. La messa al bando dei fuochi è stata decisa dai Comuni di Pistoia, Montale, Agliana, Quarrata e Serravalle Pistoiese contro l'allarme polveri sottili. L'ordinanza unitaria emessa dalle 5 amministrazioni e votata alla riduzione dell'inquinamento è il risultato di un'intesa siglata in Provincia a fine 2010. «La scelta - fanno sapere da palazzo di Giano - è dettata da motivi di somma urgenza». I trasgressori rischiano una multa che arriva fino a 500 euro e i vigili sono già al lavoro per controllare il territorio. L'obiettivo è quello di limitare l'addizione degli inquinanti dovuta a riscaldamenti e combustioni all'aperto. Chi abita in zone rurali e non sa come smaltire sfalci d'erba e potature dovrà conservare i residui vegetali in piccoli cumuli, farli seccare il più possibile e bruciarli gradualmente dopo il 31 marzo. «Si chiede uno sforzo ai cittadini nell'interesse della salute pubblica - continuano dal Comune pistoiese -. Con l'inizio dell'anno infatti i contatori dei superamenti delle polveri sottili si sono azzerati, ma le condizioni ambientali, per ora, restano le stesse». La qualità dell'aria in Provincia è da bollino rosso. Il 2012 si è aperto all'insegna degli sforamenti. Domenica la centralina dell'Agenzia per la protezione ambientale della stazione Signorelli (Pistoia) ha rilevato 65 microgrammi per metro cubo di Pm10 contro i 50 consentiti dalla norma di legge. Il superamento del limite normativo è stato registrato anche lunedì scorso. È andata molto peggio a Montale dove il sistema di monitoraggio di via Pacinotti (Stazione) ha toccato quota 153 (1º gennaio) e 122 (2 gennaio). L'annata parte davvero male e non smentisce la tendenza del 2011. Il dicembre appena concluso infatti ha assegnato la maglia nera toscana per le polveri sottili alla zona rurale montalese (gli sforamenti sono stati ben 64, contro i 35 di tolleranza massima annua previsti dalla normativa), dove cioè i picchi di smog registrati sono stati addirittura superiori a quelli dell'area urbana di Firenze-Mosse e Capannori. La Provincia, proprio contro la pessima qualità dell'aria monitorata dalle centraline locali, ha deciso di farsi capofila di un'azione coordinata. Oltre all'ordinanza contro i fuochi all'aperto, nel breve periodo verrà avviata una campagna di sensibilizzazione rivolta soprattutto agli agricoltori. Ma i detrattori dei divieti emanati dai cinque Comuni del Pistoiese sono già molti e si muovono al grido di «provvedimenti beffa». Per l'assessore provinciale all'ambiente però bandire la combustione delle erbacce non rappresenta un semplice palliativo propagandistico. «È la scelta più adeguata che potevamo prendere come prima disposizione unitaria - spiega infatti Rino Fragai -. Le azioni da realizzare sono diverse e, se necessario, verranno messe in campo. Chi sminuisce questa ordinanza lo fa per motivi strumentali o per ignoranza. È sufficiente andare sul San Baronto per vedere quanti fuochi vengono accesi ogni giorno (la Provincia ha una serie di foto e filmati che documentano il fenomeno, ndr). Uno studio recente - continua l'assessore - ci dice che 1 chilogrammo di legna bruciata equivale, in termini di emissioni di inquinanti, a una macchina diesel che percorre 60 chilometri. La parte più consistente nella presenza di polveri sottili - precisa Fragai - la fanno gli impianti di riscaldamento. Le attività industriali, ad esempio, incidono per il 15 per cento sulle Pm10. Come primo intervento abbiamo deciso di vietare i fuochi all'aperto perchè pensiamo davvero di poter ridurre l'inquinamento, senza contare che il rispetto di un'ordinanza di questo tipo è facilmente controllabile». Dalla Provincia non escludono altri provvedimenti come il blocco del traffico - «ci vogliamo arrivare da ultimo e per forza» garantisce l'assessore all'ambiente - e il divieto sull'uso dei caminetti di casa: «Niente è escluso» spiega Fragai. «Le prossime azioni - continua - sono ancora tutte da stabilire. Il gruppo tecnico formato da Asl, Arpat, Comuni e Provincia è al lavoro e controllerà ogni sviluppo».
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