Finanza
Saldi, si parte dal meno 30%
T.G.
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Saldi al via nei negozi Previsioni ottimistiche dopo un Natale deludente
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PISTOIA Saldi al via. Da domani partono le svendite. Una data unica a livello nazionale per cercare di restituire ossigeno a un settore in grande difficoltà. Dalle associazioni dei commercianti si professa un cauto ottimismo. Inevitabile dopo la flessione negli acquisti della stagione autunnale 2011 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si confida nei due mesi dei saldi per riportare in su il fatturato. Saranno saldi pesanti, sin dall'inizio. Già da due anni molti negozi iniziano con ribassi superiori al 30%, in alcuni casi partendo sin dal primo giorno con un -50%. Enrico Ciardi, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio, sottolinea come i clienti coglieranno l'occasione dei saldi per fare gli acquisti importanti, non fatti, quest'anno, nemmeno per Natale: all'appello, nell'autunno 2011, sono mancati i capispalla - articoli di maggior costo -, primi fra tutti i cappotti. «Non ha aiutato le vendite - spiega Ciardi - nemmeno un clima eccessivamente mite rispetto ai parametri usuali. L'acquisto dei capispalla, di solito effettuato tra ottobre e novembre, è completamente mancato». «La settimana di avvio dei saldi - afferma Stefano Giachetti, della direzione provinciale dell'area istituzionale di Confesercenti - è una buona occasione per i consumatori di fare acquisti importanti. Dai saldi invernali, secondo quanto emerge da un'indagine di Confesercenti nazionale, i commercianti si aspettano una leggera flessione. I saldi sono infatti lo specchio dell'economia e per questo prevediamo un calo non drammatico, ma in linea con la situazione generale. Finché non saranno chiare le politiche di rilancio, difficilmente si riuscirà a far recuperare fiducia ai consumatori». Bene, invece - sostiene - che i saldi partano nello stesso periodo in quasi tutta l'Italia, «altrimenti si sarebbero create situazioni di concorrenza spiacevole tra regioni territorialmente vicine». Confesercenti si sarebbe aspettata, però, una data unica posticipata rispetto al 5 gennaio. «Le vendite scontate non possono infatti - sostiene Giachetti - e quest'anno in maniera ancora più evidente, essere definite di fine stagione, ma di inizio stagione. Tant'è che per la Federazione Italiana Moda (Fismo), appartenente a Confesercenti, la vendita dei capi è stata frenata da un inverno climaticamente ancora oggi non esploso». I saldi, conclude Giachetti, rimangono comunque un momento favorevole sia per gli imprenditori del commercio che per chi compra: «I primi hanno l'occasione per immettere sul mercato la merce in magazzino e i secondi possono acquistare a prezzi molto convenienti. Siamo consapevoli - conclude - delle difficoltà che le piccole e medie imprese stanno subendo, ma riteniamo sia necessario invertire un pericoloso trend psicologico, basato sulla paura e sull'incertezza del futuro, su spot mediatici che molto spesso contribuiscono ad esasperare reali situazioni di difficoltà».
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