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Pistoia

Forno crematorio, si cerca la causa del guasto

Il forno crematorio: si cerca la causa del guasto (foto di archivio)
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Il forno crematorio: si cerca la causa del guasto (foto di archivio)

Emissioni in regola appena 15 giorni prima dei controlli dell'Arpat

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 PISTOIA. Emissioni perfettamente in regola appena una quindicina di giorni prima dei controlli effettuati dall'Arpat. Ancora non sanno cosa possa essere accaduto i responsabili della Socrem, la società proprietaria del forno crematorio del cimitero comunale, bloccato dalla Provincia in seguito ai valori troppo alti di diossina riscontrati nei fumi rilasciati in atmosfera. Ma spiegano: «Una quindicina di giorni prima ci erano arrivati i risultati delle analisi eseguite dalla Ecolab di Pistoia ed erano tutti nella normalità». Sottolineando come il loro impianto sia dotato addirittura di un secondo depuratore oltre a quello previsto dal progetto.  «Siamo in attesa che arrivino i tecnici della ditta di Udine che ha realizzato l'impianto. L'assessore Fragai si è dichiarato disponibile a procedere con la massima sollecitudie: appena individuata la causa e ripristinato il perfetto funzionamento, potremo tornare a cremare dato che per nuove analisi il forno deve essere in funzione».  La Socrem sottolinea anche i disagi che in questi giorni devono subire le famiglie dei defunti in attesa di cremazione, stigmatizzando il fatto che il cimitero comunale non abbia voluto mettere a disposizione la propria sala per accogliere i feretri: uno arrivato dalla Montagna pistoiese è stato rimandato indietro.  Attualmente, in Toscana, l'unico altro crematorio disposto ad accogliere feretri provenienti da fuori comune è quello di Firenze, ma con tempi di attesa molto lunghi. I questi giorni alcuni sono stati trasportati a quello di Ferrara, con disagi e costi aggiuntivi per le famiglie non indifferenti.

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