Italia
«Difendiamo lo Slebest»
Marta Quilici
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Attività dei giovani nel centro Slebest alla ex Breda Chiedono spazi i ragazzi del centro sociale
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PISTOIA. Spazi pubblici liberi e gratuiti, beni comuni, mobilità sostenibile, stop alla privatizzazione: su queste basi si muove il centro sociale dell'Ex Breda, lo Slebest, che ha presentato al Comune il progetto "Spazio 2011" con cui chiede l'utilizzo di una struttura pubblica inutilizzata da ristrutturare. E da restituire alla comunità con nuovi servizi e spazi pubblici. «Prima o poi dovremo andare via da qua - spiega Pavel Manta, uno degli organizzatori dello Spazio -, ma le attività che svolgiamo si sono radicate in città. A Pistoia c'è bisogno di spazi liberi in cui la gente può riunirsi e organizzare iniziative. I luoghi non mancano, ma non vengono utilizzati e spesso sono anche in decadenza. Per questo abbiamo chiesto al Comune di affidarcene uno; in cambio lo vorremmo ristrutturare a nostre spese e utilizzarlo per offrire alla comunità laboratori, sale per prove, riunioni, cinema e una sorta di foresteria». Il Comune cosa ha risposto? «Che il progetto era interessante, ma non c'erano gli spazi - continua Pavel -. Nel 2008 ci era stata promessa una soluzione definitiva alla nostra iniziativa e la scorsa giunta provinciale sembrava disposta ad aiutarci a intercettare bandi europei». Gli spazi ci sarebbero? «Le Ville Sbertoli - continua Pavel - sono l'esempio più evidente di struttura inutilizzata. Quando sarà pronto il nuovo ospedale, poi, al Ceppo rimarranno dei locali liberi. E la saletta Gramsci è ancora chiusa. Inoltre ci sono altri edifici di proprietà di fondazioni e istituti spesso sotto-utilizzati. La nuova Cattedrale potrebbe essere uno spazio sfruttabile, ma è già stata montata la biglietteria». Nei confronti dei centri sociali c'è un po' di diffidenza: si pensa non ci siano regole. «Gli spazi del centro sociale sono aperti a tutti, ma questo non significa che qui si possa fare come ci pare senza rispetto per lo spazio o per gli altri. Comunque i pistoiesi (non solo i giovani) hanno partecipato in gran numero alle nostre iniziative». Dell'offerta di locali a Pistoia cosa pensate? «Rispetto a 15 anni fa - continua Pavel - la città è più viva, ma ha meno spazi liberi. L'amministrazione ha scelto una direzione di sviluppo che è quella del commercio e della privatizzazione. Questo rende la città più appetibile per il turismo, ma meno per i pistoiesi a cui vien data un'unica offerta: il pub. Ci sono locali diversi, come lo spazio teatrale Il Funaro e il nuovo laboratorio 4Vesta, ma sono iniziative private». «Allo Slebest ho imparato a fare teatro, ad allestire un palco, a gestire un mixer. Tutto in maniera gratuita - spiega Teresio Arrighi -. Non ci sono altri spazi così ed è un peccato che non si trovi una soluzione». Come giudicate la città in generale? «I locali sfitti del centro storico - continua Pavel - potrebbero accogliere altri 2000 abitanti: non c'è bisogno di costruire palazzine, ma si continua a farlo, invece di penalizzare chi tiene sfitto un fondo. Si incentiva poi la mobilità privata creando nuovi parcheggi vicini al centro, mentre si taglia il trasporto pubblico. Lo stesso vale per l'acqua, rispetto alla quale si continua a non rispettare l'esito del referendum, e per i rifiuti per i quali potremmo trarre ispirazione da Comuni virtuosi». Del progetto di recupero dell'area ex Breda in cui sorge lo Slebest cosa pensate? «Non c'è traccia - continua - della memoria storica del luogo. E poi del mega-albergo c'era davvero bisogno?».
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