Il Tirreno

Pistoia

Botti come tavoli, arriva la multa

Michele Galardini

Polemica per la contravvenzione a "La Degna tana" sulla Sala

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 PISTOIA. Multa alla birreria "La degna tana", i cui tavoli ricavati da vecchie botti non sono ritenuti rispondenti alle regole di arredo urbano. Il 2012 è iniziato da pochi giorni ma per il locale del comparto Sala niente fa sperare che quest'anno sia migliore del precedente. Francesco Becagli, gestore della birreria, il più toscano dei locali della città, è amareggiato. Del centro storico conosce ogni minimo segreto, avendolo vissuto prima da cittadino e poi da esercente. Già dal nome si capisce quanto grande sia la voglia di legare il locale al territorio e alle sue radici, anche attraverso piccole aggiunte stilistiche. Come, ritiene becagli, le botti in ferro e legno posizionate fuori al posto dei classici tavolini. Ma questo tentativo di offrire un'alternativa rispetto alle scelte stilistiche di altri esercizi, non piace a tutti e, soprattutto, non è ritenuta a norma da tutti. «Un giorno - racconta Becagli - l'assessore Barbara Lucchesi, passò dal locale per informarci che la cittadinanza si era lamentata delle nostre botti e che secondo lei non erano nello stile della Sala. Io penso che la cittadinanza abbia altro a cui pensare, comunque se nel regolamento è scritto che i tavoli devono essere in stile toscano e in ferro battuto credo che non ci si debba attenere alle lettera alla disposizione. In questo caso i regolamenti andrebbero interpretati. Non vedo un valido motivo per non mettere le botti, credo che la multa sia arrivata per una presa di posizione rigida».  La questione è andata avanti, tanto che tramite Alessio Bartolomei, consigliere comunale e segretario provinciale Fli e socio del locale, Becagli è venuto a sapere a breve gli sarà recapitata la contravvenzione per le botti per una cifra tra i 100 e i 500 euro. Secondo Vincenzo Lucchesi, del comando della polizia municipale, la sanzione è scaturita a seguito del mancato rispetto dei termini del contratto di concessione al locale, nel quale non si parlava di botti, ma di tavolini, in linea con l'arredo del centro cittadino. «Queste botti - ha precisato - non rispettano inoltre lo stile tipicamente toscano pensato per tutti i locali del comparto Sala».  Dello stesso parere anche l'amministrazione che tramite il dirigente dello sviluppo economico, Sabina Borgogni, fa pervenire una nota nella quale precisa che «per quanto risulta agli atti dell'ufficio, gli elementi di arredo oggetto di verbale non erano stati né proposti come arredi dall'esercizio in fase di progetto né tanto meno autorizzati dal servizio».  Nel "regolamento per l'occupazione di suolo pubblico per l'attività di somministrazione all'aperto" si parla di arredo come di un principio generale di decoro e di stile, anche se non si specifica se nella direttiva si possano inserire i tavolini quadrati piuttosto che le botti.  Intanto nella Sala la polemica va avanti e si tira in ballo un caso di circa un mese fa quando il black-out di protesta per i tagli agli enti deciso dal Comune avrebbe causato ulteriori disagi alla birreria.  «Alle 6 di mattina i ladri sono entrati e hanno preso l'incasso, un televisore, una macchina fotografica e i boccali con le mance dei ragazzi. Le telecamere erano accese, ma non c'era illuminazione».  Una sorta di deterrente anti-criminalità per Becagli possono essere gli eventi organizzati nel centro. Ha in questa chiave proposto al Centro Commerciale Naturale di organizzare una festa a tema, assieme agli altri locali, per il prossimo settembre.  «Per il momento non abbiamo risposte. Paghiamo il Centro commerciale naturale per fare gli eventi, ma ci rilasciano solo i permessi per le aperture serali di giovedì».

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