Il Tirreno

Pistoia

Le accuse dell’ex sindaco Montagna per il no ai servizi associati con gli altri Comuni

Abetone fuori anche dal sociale unificato, pioggia di critiche sulla scelta di Danti

Elisa Valentini
L’ex sindaco di Abetone Giuseppe Montagna
◗
L’ex sindaco di Abetone Giuseppe Montagna

3 MINUTI DI LETTURA





ABETONE. «Sono basito. Non capisco proprio le ragioni di questo atteggiamento». Così esordisce Giuseppe Montagna, capogruppo dell'opposizione in consiglio comunale di Abetone, nell'esprimere la sua perplessità sulla decisione dell'amministrazione Danti di soprassedere al consiglio unificato sulle funzioni associate del 28 dicembre a Cutigliano. Assenza cui, ricordiamo, consegue non solo la mancata adesione alla nuova funzione associata di polizia locale ma anche l'uscita, almeno momentanea, di Abetone dai servizi sociali, che fino al 31 dicembre 2011 erano già gestiti in maniera associata con gli altri 3 Comuni montani. Ed è proprio questo il punto che più sorprende l'ex sindaco.  «Non mi capacito - spiega Montagna - sono circa vent'anni che Abetone ha aderito ai servizi sociali associati, partecipando poi alla costituzione di un fondo di solidarietà dove confluiscono le risorse destinate al sociale dei 4 Comuni, poi gestite in modo unificato per far fronte ad emergenze su tutto il territorio montano. Un servizio che fino ad ora ha funzionato in modo efficiente».  Il principio è il seguente. Ci sono dei Comuni che hanno risorse da destinare ai servizi alla persona, le quali non verrebbero utilizzate per l'assenza di emergenze sociali sul proprio territorio. Altri, invece, non riescono a far fronte a tutte le situazioni di bisogno con le proprie risorse. Facendo confluire tutte le risorse in un unico fondo si pareggiano un po' gli squilibri.  La funzione dei servizi sociali, coordinata da San Marcello con la responsabile Tatiana Frullani, si è inoltre estesa, da questo gennaio, al servizio necrologico e cimiteriale, e ai servizi all'infanzia.  «Forse è stato l'ampliamento ai cimiteri a spaventare l'amministrazione Danti? - si domanda Montagna - Comunque non ci sarebbe motivo, visto che è più frequente il caso di cittadini abetonesi sepolti in altri comuni, come Fiumalbo e Cutigliano, piuttosto che il contrario. Inoltre - prosegue l'ex-sindaco - Abetone dovrà assumere una sua assistente sociale, che al momento ha le risorse per pagare ma in futuro non si sa».  A proposito di risorse disponibili, come ha in parte ricordato anche l'assessore alle Politiche sociali di San Marcello Luisa Soldati nel consiglio comunale unificato, «Abetone ha da parte fondi (circa 90mila euro) da destinare ai servizi alla persona e, nonostante ciò, si è rifiutata di contribuire più volte al fondo, come di recente, quando si trattava di aiutare una bimba piccina abbandonata. Si vorrebbero destinare a investimenti, ma ciò non è possibile».  «L'unica cosa certa - conclude Montagna - è l'accentuarsi di una politica isolazionista, non sussidiaria e poco consona ad una amministrazione pubblica, la cui attività dovrebbe ispirarsi in primis al valore della solidarietà verso i più deboli e non al campanilismo. Faremo un'interpellanza nel prossimo consiglio comunale».  A tal proposito ricordiamo che Danti, motivando l'assenza al consiglio unificato, parlò di «momentanea volontà di astenersi dal deliberare sulle funzioni associate, come consentito ai Comuni sotto 1.000 abitanti. Superato l'attuale caos legislativo, forse saremo disposti a sviluppare un discorso sul sociale con gli altri Comuni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web