Il dolore
Con Pistoia un rapporto di amore-odio
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Larchitetto Suppressa alla mostra su Michelucci Suppressa: «In città c'è sempre stata molta diffidenza»
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PISTOIA. Non è un rapporto di amore-odio quello tra Pistoia e Michelucci, quanto piuttosto di indifferenza. «Pur essendo nato in città non so quanto i pistoiesi avvertano Michelucci come uno di loro - spiega Alessandro Suppressa - C'è sempre stata molta diffidenza intorno a lui, anche tra i critici perché non riuscivano a etichettarlo. Un uomo come Michelucci, che ha portato il nome di Pistoia in tutto il mondo, doveva diventarne un simbolo, doveva essergli data la possibilità di pianificare il futuro della città. Invece è sempre stato circondato da diffidenza e indifferenza. Basti pensare che c'è solo un progetto pubblico di Michelucci a Pistoia: quello per la scuola media Roncalli. Tutti gli altri si devono a interventi di enti e di cittadini privati e della Chiesa. Se almeno loro non avessero creduto in Michelucci, di lui ci sarebbe ben poco in città». Eppure Michelucci, benché da architetto abbia girato tutto il mondo e abbia lasciato Pistoia per Roma negli anni successivi alla prima guerra mondiale, non ha mai dimenticato l'importanza della sua città natale: «L'esperienza giovanile a Pistoia è stata fondamentale - disse lo stesso architetto - Mi sono liberato un poco della crudezza che ha la città, nella vita oltre che nell'architettura. Ma questa terra un po' povera si è incarnata in me. Io sono quello che mi ha fatto Pistoia». Un'affermazione che torna anche nelle parole di Alessandro Suppressa, architetto e grande conoscitore di Michelucci che ha avuto anche il piacere di conoscere di persona: «Michelucci ha i tratti del pistoiese - commenta Suppressa - I giudizi taglienti, lo sguardo che ti scruta, la schiettezza e la genuinità. E poi era un grande affabulatore: emanava fascino sia attraverso le parole che i gesti». Un'artista che ha dovuto sperimentare il dolore per la perdita del padre a soli sette anni e che è sempre stato tormentato da dubbi e dal peso delle responsabilità: «Ha conosciuto le difficoltà delle perdite famigliari - racconta Suppressa - A sette anni muore il padre Bartolomeo, mentre quando è al fronte perde i suoi fratelli Alfredo e Giuseppe». (l.g.)
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