Il Tirreno

Pistoia

Giovani e lavoro, parte il progetto Policoro

Giovani in cerca di lavoro (foto di archivio)
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Giovani in cerca di lavoro (foto di archivio)

Impegno della Diocesi per favorire nuova occupazione

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 PISTOIA. Primo incontro pubblico, giovedì 12 gennaio (ore 21) nell'aula magna del Seminario in via Puccini, sul progetto Policoro, l'iniziativa di educazione al lavoro giovanile cui la diocesi - unica per il momento in Toscana - ha aderito e che sta concretamente muovendo i primi passi. All'incontro sono invitati esponenti sia ecclesiali che istituzionali, professionali e sindacali interessati a dare continuità al progetto.  "Policoro" parte a Pistoia su specifica iniziativa di tre uffici pastorali della diocesi (Caritas, Giovani, Sociale e Lavoro) ma coinvolge l'intero tessuto ecclesiale. Il primo passo è stata la nomina dell'animatore (un venticinquenne, Alessio Genito) scelto dalla diocesi attraverso una procedura a visibilità pubblica, dopo un bando di concorso.  Alla base del progetto tre idee: giovani, Vangelo, lavoro. Si tratta di un progetto della chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione, resa ancora più seria dall'attuale profonda crisi economica.  Policoro, città in provincia di Matera, è il luogo dove si svolse il primo incontro il 14 dicembre del 1995, subito dopo il terzo convegno ecclesiale nazionale tenuto a Palermo. Il progetto procede su tre direttrici: evangelizzare il lavoro e la vita dei giovani proponendo loro la visione radicalmente alternativa che come cristiano abbiamo del rapporto tra persona e lavoro; educare e formare le coscienze, cioè aiutare i giovani a dare un senso e una dignità al lavoro; esprimere gesti concreti: idee imprenditoriali e reciprocità, cooperative, ditte individuali.  È la chiesa locale in tutte le sue componenti a farsi carico del progetto nella Diocesi. Per sottolineare la scelta del metodo di lavorare insieme l'equipe diocesana del Policoro, in ogni diocesi in cui esso è attivato, è composta dai direttori di pastorale sociale, giovanile e Caritas diocesana, dal tutor e da un animatore di comunità. L'animatore è un giovane laico, inquadrato economicamente nel progetto, che, coadiuvato dal tutor e in sintonia con le tre pastorali e le filiere delle associazioni ed aggregazioni laicali, promuove il progetto nella diocesi. La figura dell'animatore è di particolare importanza perché a lui è affidato il ruolo fondamentale e decisivo di essere di stimolo per altri giovani aiutandoli a guardare oltre l'incertezza, ad aprirsi al futuro, a mettere le gambe ai propri sogni confrontandoli con la realtà del territorio.  Policoro è un modo di stare della Chiesa dentro un territorio, con un progetto di evangelizzazione che non sia pura teoria ma vada verso le esigenze dei giovani, anche quelle lavorative. L'intuizione fondamentale del Policoro è il lavorare insieme di diversi soggetti attorno allo stesso problema: la disoccupazione, la mancanza di orizzonti di senso. Il progetto non è l'iniziativa di un singolo ufficio pastorale, ma l'azione di tutta la chiesa locale. Il progetto punta a rendere i giovani, spesso vittime della rassegnazione, della precarietà e a volte dello sfruttamento, autentici protagonisti del rinnovamento nel farsi costruttori di una nuova società».

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