Il Tirreno

Pistoia

Forno crematorio chiuso disagi per i familiari delle sei salme bloccate

Due immagini del forno crematorio e del tempio che lo contiene
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Due immagini del forno crematorio e del tempio che lo contiene

Tempi lunghi per utilizzare l'impianto di Firenze si cercano alternative a Perugia o a Ferrara

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 PISTOIA. Una chiusura inevitabile. Ricevuti i dati sugli sforamenti nelle emissioni di diossina, la Provincia, per legge, non ha potuto far altro che disporre il blocco del forno crematorio del cimitero comunale. Ma in questo modo, per diverse famiglie, già colpite dal dramma della perdita di un congiunto, questo Capodanno ha assunto tinte ancor più fosche. Ad ieri, infatti, erano già sei le salme rimaste bloccate nelle cappelle del commiato di Misericordia e Croce verde in attesa della cremazione. Attesa che si annuncia assai lunga.  Dovranno passare infatti molti giorni prima che l'iter burocratico per la riapertura dell'impianto pistoiese possa riaprire. Nel frattempo, l'alternativa, sono i forni crematori di altre città. Per quanto riguarda i due forni di Firenze, al cimitero di Trespiano, i tempi di attesa per i non residenti vanno dai quindici ai venti giorni (una "sola" settimana per la salma in attesa alla Croce verde, in quanto si tratta della prima richiesta giunta in ordine di tempo). E oltre al tempo, anche il denaro: a parte il costo del trasporto e delle pratiche burocratiche, trattandosi di residenti fuori comune, a carico delle famiglie c'è una tassa di 20 euro per ogni giorno che il feretro con il congiunto resta nelle cappelle del cimitero fiorentino.  In queste ore, i responsabili del servizio funebre della Misericordia stanno cercando tutte le alternative possibili. Le salme potrebbero essere trasferite a Perugia o a Ferrara, ma la risposta sui tempi di cremazione deve ancora arrivare.  Un controllo di routine quello portato a termine alcuni giorni fa sul forno crematorio della Socrem da parte dei tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale. I risultati delle analisi in laboratorio sui campioni prelevati a livello delle emissioni dalla ciminiera hanno evidenziato valori di inquinanti superiori ai limiti di legge, in particolare per quanto riguarda la diossina. Immediato il blocco dell'attività imposto dalla Provincia. La società che gestisce il forno dovrà adesso, entro sessanta giorni, operare le verifiche necessarie e produrre una relazione sul perché si è determinata questa situazione, per poi risolvere il problema tecnico (forse dovuto ad incovenienti a livello del sistema di filtraggio dei fumi). Dopodiché, la Provincia, valutata la relazione, dovrà autorizzare la ripresa dell'attività per procedere ad una prova e a nuovi controlli prima del via libera definitivo.

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