Gioco
Lo hanno braccato fino a Chiesina, Pescia e Altopascio
Banda delle rapine, la polizia cattura l'ultimo ricercato in fuga
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Il 44enne Stefano Bogdan detto Ringo 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Gli investigatori della squadra mobile di Pistoia gli sono stati col fiato sul collo per l'intera giornata di venerdì, braccandolo per i campi nomadi della provincia. E alla fine, dopo aver setacciato quelli di Chiesina Uzzanese e Pescia, lo hanno scovato ad Altopascio, nella frazione di San Salvatore, in un terreno di proprietà della sua famiglia. E' finito così in manette Stefano Bogdan, detto Ringo, 44 anni, l'ultimo uomo in fuga della banda di rapinatori violenti finiti dietro le sbarre la scorsa settimana nell'operazione "Bikers", condotta dalla polizia di Venezia. Nato a Roma il 27 aprile del 1967 ma per tanti anni residente nei camopi nomadi della nostra provincia, ultimamente Bogdan risultava abitare ad Arezzo, in località S. Andrea. Ma nella sua abitazione di via Piglia 47/A gli investigatori, venerdì, non l'avevano trovato. La svolta è arrivata attorno alle 14.40, quando, gli uomoni della Mobile pistoiese, diretti da Antonio Fusco, lo hanno rintracciato, in collaborazione con la locale questura, in Lucchesia. Inutile il tentativo di fuga per Bodgan. Il terreno è stato circondato dai poliziotti. Il nomade, di etnia Sinti, ha cercato invano di nascondersi dietro una roulotte. Bodgan è il tredicesimo malvivente che mancava all'appello dopo il blitz di venerdì in Veneto. È considerato il pianista e basista delle rapine che venivano commesse dalla banda di rapinatori violenti in terra toscana. Era lui, secondo l'accusa, l'ideatore dei colpi e faceva scendere gli autori materiali dal Veneto. Stando all'ordinanza del gip di Venezia, Stefano Bodgan sarebbe colui che ha individuato, in particolare, l'obiettivo della rapina del 4 novembre 2011, quando una dipendente dell'ufficio cassa del laboratorio di analisi dell'ospedale di Arezzo, mentre a fine turno andava a versare i soldi nella cassa continua, è stata picchiata e rapinata di 20mila euro. Il quarantaquattrenne conta nel suo curriculum vari precedenti penali specifici, e fino al 6 ottobre scorso era stato sottoposto agli arresti domiciliari. Ora si trova nel carcere di Lucca a disposizione dell'autorità giudiziaria veneziana che ha avviato i primi interrogatori degli altri arrestati. Ventidue i colpi imputati alla banda in quasi due anni con un bottino di oltre 1 milione e 200mila euro. E' partita dalla cruenta rapina ai danni del titolare di una gioielleria di Jesolo l'indagine della squadra mobile della questura di Venezia, che ha portato a 13 arresti e 16 denunce. Una vera associazione a delinquere a carattere familiare, che colpiva in tutto il Nord Italia - tra le province di Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Verona - e pure ad Arezzo, della quale faceva parte un gruppo di giostrai e due non "sinti" - i cosiddetti "gagi" - che avevano un ruolo centrale nei colpi. 14 le rapine in banca, una rapina in gioielleria, 2 rapine a persone e 5 furti.
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